Arcipelaghi in progress (alla ricerca della democrazia partecipativa)

Buongiorno pubblico la bozza di un documento ancora molto acerbo con lo scopo di mettere in circolo delle domande.

E' solo una "struttura di lavoro" diciamo una lista di temi da approfondire.

Il "primo Consiglio della Democrazia Partecipativa" che si terrà a Bruxelles il 19/20 Marzo, da noi proposto,   sarà l'opportunità per creare una rete con singoli e associazioni che condividono i nostri obbiettivi, ma dovrebbe anche essere un momento costitutivo fondante.

E'  certamente molto complesso pensare e definire  quali potrebbero essere le evoluzioni utili per la democrazia partecipativa,  e certamente può sembrare velleitario, ma dobbiamo almeno provare a immaginare ciò che potrebbe essere, perché capire dove vorremmo arrivare può cambiare  enormemente la scelta delle azioni che intraprendiamo oggi.

Condivido quindi  questo documento fatto più domande che di risposte.

ARCIPELAGHI

PREMESSE

Si intendono per premesse: l’obbiettivo della ricerca all’inizio della raccolta dati, gli spunti di osservazione su base intuitiva che motivano la ricerca.

Lavoriamo a un “Movimento paneuropeo di iniziativa dei cittadini”

Un movimento (e non un partito) perché?

Paneuropeo perché?

Iniziativa dei cittadini perché?

 

Perché questa azione è necessaria adesso?

Mai nella storia dell’uomo ci sono state tante opportunità per chiunque di accedere a ogni genere di informazione ma anche di esprimere le proprie opinioni, sapendo che potranno condizionare quelle di molti altri. (Remuzzi)

Il vorticoso sviluppo della rete ha innestato un meccanismo accelerato di verifica del consenso. I politici vivono con il sondaggio alla mano, creando di fatto un’interazione “politica” con i cittadini ma di livello qualitativo drammaticamente basso.

Non c’è reale scambio sui temi proposti e nessun serio margine di approfondimento ed evoluzione del dibattito.

Attraverso i social il contatto è capillare, e questi sono gli strumenti usati come terreno di caccia della nuova politica.

I politici privilegiano gli slogan all’argomentare (Remuzzi)

Ma i social non sono mezzi nati per raggiungere lo scopo di un dibattito politico seriamente informato ed efficace e obbligano quindi ad un confronto improprio fatto più di spettacolo che di serietà di metodo e di obbiettivi.

E’ marketing elettorale più che reale capacità di trasformare istanze civiche in iniziativa politica ( Libro bianco- Copernicani)

Ciò premesso è comunque indubbio che la rete sarà la nuova piazza dove si svilupperà la politica del futuro.

Internet è molto reale è la sede della dimensione immateriale del mondo… Il nostro modo di lavorare, di relazionarci, di informarci, di restare in salute, di divertirci, di fare qualunque attività, in misura crescente passa e passerà attraverso internet e i sistemi (dispositivi e software) che abilitano questa attività… con dati custoditi da poche aziende globali.  “Il futuro è già qui, solo che non è distribuito in modo uniforme”…

 il digitale è una nuova tecnologia (che porta ad accellerazioni estreme)  GPT, (General Purpose Technologies). Non ci sono state moltissime tecnologie di questo tipo nella storia; ad esempio sono GPT il fuoco, il motore a vapore, l’elettricità, la ferrovia… Si stima che nel 2030 arriveremo a cinquecento miliardi di dispositivi connessi alla rete con una conseguente, enorme crescita dell’economia immateriale. È necessario che la politica si sforzi di capire in profondità i radicali mutamenti imposti dall’evoluzione tecnologica (Copernicani Libro Bianco politica e digitale)…

La cecità dei politici alle vere urgenze (sviluppare)

La politica va rivalutata utilizzando i nuovi mezzi e preparandosi a nuovi scenari.

D’altro canto gli strumenti offerti alla democrazia partecipativa, nati in altri tempi, non sono stati pensati  per essere utilizzati quotidianamente, non sono “ordinari”, nascono piuttosto nel territorio dello "straordinario", sono strumenti eccezionali perché la partecipazione diretta era considerata l’eccezione.

Probabilmente per questo implicano o estreme difficoltà, come la richiesta per le ICE di un'immensa raccolta di firme senza nessun aiuto, o limiti molto forti, come ad esempio i referendum Italiani solo abrogativi o le petizioni con la loro qualità di domanda indicativa, senza alcuna certezza di risposta.

Non si considerava la sostanziale importanza della partecipazione. Se pensiamo invece che sia utile e virtuoso coinvolgere sempre di più i cittadini permettendogli di agire, la filosofia con cui questi strumenti vanno modificati o costruiti è diversa: dovrebbero essenzialmente essere facili.

E quindi raggiungibili, fruibili, seri/efficaci

L’importanza di avere cittadini consapevoli ed attivi viene argomentata  da Remuzzi:

Dopo esercizi come questo ( di democrazia deliberativa) si è visto che il consenso alle proposte populiste dei politici di professione calava enormemente…

…C’è poi una condizione in cui la democrazia deliberativa è particolarmente preziosa ed è quando l’ideologia diventa denominatore comune dell’identità di un gruppo di potere e viene usata per screditare il punto di vista degli altri. Un altro caso altrettanto emblematico è quello di gruppi etnici o religiosi che si riconoscono in certe posizioni e non ne considerano altre per principio. Di solito questi gruppi sono chiusi a influenze esterne, ma si è visto che possono capire le ragioni degli altri in contesti di democrazia deliberativa: è successo in Colombia, Belgio, Irlanda del Nord e Bosnia.

Sottovalutare il cambiamento in atto è pericoloso.

La tecnologia è potere: può essere abusata, e portare alla manipolazione, oppure può essere strumento per elevare la partecipazione dei cittadini, e migliorare il processo democratico.

Se la partecipazione dei cittadini non fa un salto di qualità, i cittadini vengono manipolati e la democrazia muore.

Per questo sarebbe importante fondare un laboratorio creativo per la democrazia partecipativa

Bisognerebbe non inseguire la realtà ma precederla.

Da queste premesse  partiamo con una  raccolta di dati per preparare la prima riunione a Bruxelles il 19/20 Marzo 2020 

Iniziando da

 

-CHI STA AGENDO

Quali sono i singoli o le associazioni che stanno utilizzando gli strumenti di partecipazione diretta dei cittadini? (scegliere esempi significativi, dare numeri sulle associazioni conosciute. Esiste un albo o uno studio sistemico?)

Quali sono gli esperti che studiano la materia?

 

-Quello che già si fa: Attuali STRUMENTI PROPRI e IMPROPRI

Quali sono gli strumenti attualmente utilizzati (Dove? Da chi?)

Caratteristiche dei diversi strumenti: Quale territorio? Quali modalità? Quali risultati?

 Mappare Strumenti Nazionali e Strumenti europei come

Ice Iniziativa dei Cittadini Europei quante firme? quanti paesi? A chi è rivolta l’istanza? Quante sono state presentate? Con che risultati?

Petizioni Quante firme? Quanti paesi? A chi sono rivolte? Quante sono state presentate, con che risultati?

Nostre proposte

          -Petizione sull’informazione

          -Petizione sulla Citizen Assembly da utilizzare alla Conferenza sul Futuro dell’Europa.

Nel provare a definire quali nuovi strumenti democratici  sarebbe utile perseguire si apre una riflessione sulla qualità  democratica dei differenti strumenti.

 

Ad esempio, nel lavoro sul Pacchetto Petizioni da presentare al parlamento europeo, si è ipotizzato di far adottare le varie petizioni da cittadini che abbiano una qualità specifica come:

la petizione sul clima  presentata, come primi firmatari, da scienziati, quella sui diritti da giuristi…

 

Accostando quindi al “valore numerico della maggioranza” Il “valore civile della competenza”.

 

Bisognerebbe riflettere se affrontare il tema della crisi dell’idea di maggioranza come unico criterio democratico.

Questo tema si lega ad una riflessione: è opportuno cercare dei criteri di valutazione degli strumenti della democrazia diretta?

Ad esempio, come esposto prima, quanto sono: raggiungibili, fruibili e seri/efficaci?

Secondo la filosofia del valorizzare strumenti che non servano solo ad una situazione straordinaria  ma che diventino una pratica comune e quotidiana.

Ecco alcune considerazioni rispetto ai criteri di valutazione degli strumenti:

Se si vuole parlare di “pari dignità tra democrazia partecipativa e democrazia parlamentare” tutti o la maggioranza dei cittadini dovrebbero avere la possibilità di accedere alla partecipazione.

Quindi: sia conoscere che  agire.

 

Confrontiamo ad esempio, due strumenti che stiamo proponendo ora:

le assemblee estratte a sorte non permettono alla maggioranza di agire ma solo a piccoli gruppi di cittadini scelti a caso.

Secondo quale criterio un gruppo di cittadini scelti a caso è democraticamente rappresentativo?

Non è la maggioranza ma è un “estratto esemplare” della cittadinanza.

Su quale concetto appoggia questa scelta? l’idea che “le parti sono simili al tutto”?

 

Però le assemblee estratte a sorte offrono sicuramente un approfondito “processo di elaborazione”.

 

Mentre le petizioni e le Ice,  che permettono potenzialmente alla maggioranza dei cittadini di agire, concedono però una minore possibilità di partecipare attivamente all’elaborazione della proposta.

 

Inoltre l’assenza di un processo di elaborazione condiviso espone i cittadini ad un maggiore rischio di manipolazione e non favorisce la creazione di un punto di vista consapevole e libero da pregiudizi.

 

Quindi le assemblee estratte a sorte e le Petizioni/ Ice potrebbero essere forse due fasi consecutive di un percorso?

Comunque, petizioni, Ice, assemblee estratte a sorte sono tutti  mezzi che  implicano per un uso capillare e comune la creazione di un flusso di informazioni in continuo aggiornamento.

Quindi bisognerebbe considerare l’importanza di una piattaforma dinamica d’informazione.

Per permettere ai cittadini di partecipare forse sarebbe utile creare luoghi e momenti scanditi per il dibattito e per l’informazione sulle azioni in atto o in partenza? 

Un cittadino ad esempio potrebbe proporre, partecipare al dibattito o firmare una proposta a seconda della fase del lavoro a cui si avvicina?

O sarebbe utile creare un’agenda con degli scaglioni temporali per proposta  entro una certa data si può partecipare al confronto su idea/ al dibattito/ o si può sostenere con una firma la presentazione?

Altro tema sostanziale è: allargando la base della partecipazione diventa fondamentale fornire ai cittadini informazioni sicure su cui basare il dibattito e spingere perché i cittadini stessi imparino a distinguere le fonti.

Come? Attraverso un “Sito certificato”? E con l’esposizione  di un processo dialettico dei pro e contro attraverso esperti?...

Con quali Strumenti bisognerebbe  insegnare ad usare la democrazia partecipativa?  Dalla scuola in poi…

 

Capitolo STRUMENTI IMPROPRI approfondire gli esempi di cambiamento delle leggi

Attraverso altre forme di partecipazione come la disubbidienza civile (contrasto tra i poteri)

infine

QUELLO CHE SAREBBE INTERESSANTE MA CHE ANCORA NON ESISTE

Raccogliere ed esemplificare le proposte dei vari agenti in campo

Approfondire e discutere le nostre proposte come: l’informazione…

 

Rispetto a “ciò che ancora non esiste” dividere i dati della ricerca in come:

RAGGIUNGERE i cittadini

Come contattare, informare ed attivare i cittadini? 

-in un  documento del Parlamento Europeo si accennava all’ipotesi di utilizzare la rete Erasmus, nella nostra petizione sull’informazione noi parliamo di una mailing list e una cosa non esclude l’altra.

-Rendere di uso comune la piattaforma on line.

-Riflettere sulla necessità che può spingere spontaneamente i cittadini all’interazione, oltre all’introduzione di  una “educazione civica” in merito.

- Creare siti on line di informazione certificata (Ci sono algoritmi creati per certificare la qualità dell’informazione - Remuzzi)

- Come, con quale modalità, dare l’informazione ?

SPUNTI:

Sul cellulare potete scaricare applicazioni funzionali a qualsiasi attività umana, anche quelle indegne di rilievo. L’unica app a non esistere è una app della democrazia, cioè una app che consenta al cittadino di interagire in modo semplice e “user friendly” con le istituzioni democratiche… (Cappato)

Esistono informazioni a servizi collegati  progetti e strumenti di partecipazione telematici ma non fanno Sistema…

(Servizi) non concepiti per favorire al massimo l’utilizzabilità. Perchè la democrazia non fa profitto non ha un interesse commerciale diretto. Tasse multe on line sì ma non partecipazione,per lo stato più marketing elettorale più che della reale capacità di trasformare istanze civiche in iniziativa politica….

Fare funzionare su Internet gli strumenti di partecipazione democratica che già esistono, ma che diventano sempre meno utilizzabili se confinati nel momento fisico, in un’era in cui nessuna attività umana può vivere scollegata. Se guardiamo all’Italia, le norme garantiscono il diritto a promuovere referendum nazionali e locali, proporre iniziative legislative o delibere ad ogni livello, presentare liste di candidati alle elezioni. Ma questi diritti di partecipazione sono attivabili solo su cartaceo, in presenza fisica di autenticatore, non applicandosi alla materia elettorale alcun tipo di semplificazione, autocertificazione o digitalizzazione dell’accertamento di identità.

…il motivo del successo di tali strumenti è che essi rispondono a un bisogno fondamentale dell’uomo: comunicare. Ma la tecnologia da sola non ha alcuna possibilità di successo: solo quando si combina e s’interseca con un’alta accessibilità – in termini economici – può sfociare in qualcosa che modifica il modo in cui le persone si relazionano, diventando un bene di massa…

propaga la fiducia attraverso la rete. La scalabilità della fiducia è data dall’effetto rete… Le Distributed Ledger Technologies come la Blockchain nascono con l’obiettivo di rendere verificabile, conoscibile ed immutabile una registrazione di un evento. Questi requisiti non corrispondono, in generale, a quelli di sistemi di espressione del consenso che si basino su integrità, segretezza e confidenzialità.

Con un voto elettronico la persona, o si fida ciecamente di chi ha programmato la macchina, di chi la gestisce e dell’assenza di intrusioni, o deve poter verificare che ciò che viene scritto nel database sia quello che lei voleva. Questo ed altri problemi, come ad esempio assicurare che non sia possibile conoscere il momento preciso di registrazione del voto (altrimenti si potrebbe risalire all’identità del votante in quell’istante), sono problemi risolvibili con specifici algoritmi e tecniche crittografiche. Consentire ad una persona di registrare il voto in modo tale da consentirle autonomamente di verificarlo ex post, senza introdurre punti di possibile vulnerabilità, potrebbe abilitare il voto di scambio. 

(Copernicani Libro bianco democrazia e digitale)

 

COINVOLGERE

Come informare/attivare i cittadini?

E successivamente

ELABORARE  

Come elaborare la proposta da parte dei cittadini?  

SPUNTI:

-attraverso una piattaforma, un’app, con cui proporre Ice e petizioni con un confronto con esperti del tema trattato e con i politici, permettendo di conoscere le petizioni già in atto.

-attraverso: cultura, giochi, simulazioni, eventi spontanei sponsorizzati.

Ad esempio nel documento del Movimento Europeo di Dastoli troviamo la definizione  “cultura è politica” e la proposta di un fringe festival, in un’articolo del JRC si parla delle sperimentazioni di  Giochi seri SES Una piattaforma che coinvolge i giocatori nel pensiero olistico (JRC)

-con agorà estratte a sorte (approfondire stati che applicano e studi citati nell’articolo di Remuzzi)

-con cittadini volontari che diventano promotori di iniziative, 

-con un confronto tra cittadini e politici, al di là dei momenti elettorali, finalizzati a realizzare un’azione specifica.

 - con programmi scolastici/universitari.

Riflettere su l’opportunità di luoghi di incontro fisici e/o virtuali?

Analizzare gli studi scientifici effettuati in merito e metterli al servizio di obbiettivi concreti.

Come? Allearsi con gli istituti di ricerca (fondi e obbiettivi)

Ed infine analizzare in che modo

 

OTTENERE

Come interagire ed ottenere un riscontro da parte degli organi di governo?

 

SPUNTI

-Quale autorità potrebbero ottenere  dei rappresentanti delle Agorà dei cittadini?

 

-In un futuro un rappresentante dei cittadini potrebbe avere un mandato a progetto

Ad esempio seguire (solo come referente) l’iter di una proposta che nasce da un’assemblea dei cittadini

 

-Quale Feed back potrebbe fornire il lavoro della piattaforma?

-Come creare interesse nei politici per l’evoluzione della democrazia?

- Quale ruolo i nuovi politici che comprendono l’utilità lungimirante dell’interazione con i cittadini  potrebbero giocare?  

Che tipo di politica e comunicazione possono mettere in atto ?

Un’alleanza virtuosa.

Riflettere sui mezzi:

Fondi /organizzazione/informazione

 

 

Bibliografia  articoli link vari

Marco Cappato articolo libro bianco

https://copernicani.it/Libro_bianco/unire-internet-e-democrazia-non-e-semplice-come-puo-apparire/

 

Understanding our Political Nature JRC 117161 (Finire)

 

Remuzzi articolo.

https://www.pressreader.com/italy/corriere-della-sera-la-lettura/20200216/281625307316174

 

Il gioco serio

 https://blogs.ec.europa.eu/eupolicylab/serious-game-the-jrc-scenario-exploration-system/ 

https://copernicani.it/Libro_bianco/ (finire)