Informazione Democrazia Partecipativa e European Citizens Initiatives

Dopo la riunione di martedi Marco ha lavorato a un testo da far sottoscrivere a tutti i promotori di Iniziative dei Cittadini Europei per chiedere alla Commissione di equiparare il budget speso per informare sulle ICE a quello al momento sulle campagne elettorali europee. 
Questo alla luce della riunione di martedi del coordinamento in preparazione a Bruxelles. 

Con Octavian abbiamo lavorato a traduzione in inglese e alcune integrazioni. 

In particolare: 
- ho riconosciuto che degli investimenti sulle Iniziative Europee pur ci sono (andrebbero quantificati) ma che non sono evidentemente abbastanza 
- specificare meglio la richiesta di equiparazione 
- proporre di convocare tutti i public e private media, digitali e non, per far conoscere e riconoscere lo strumento per primi a loro 

Ho chiesto alla MEP Eleonora Evi e la commissaria più competente è la Jourova - ma forse potremmo mettere anche i destinatari delle ICE in Corso https://ec.europa.eu/commission/commissioners/sites/comm-cwt2019/files/commissioner_mission_letters/mission-letter-jourova-2019-2024_en.pdf


Dear Commissioner XXXX, 

The European Union – rightfully! – recognizes providing information to citizens on European elections as a public service. It is essential to invest resources to raise voters’ awareness of what is at stake in such occasions. And it is even more important to help citizens understand which are the practical consequences on their lives.

In addition to this, the major part of the media coverage focuses on elected representatives and partisan politics.

Participatory democracy tools don't receive the same attention. We are aware of the investments in the European Citizens Initiative tool promotion. However, the level of attention is not the same.

The result, which is in the public eye, is that only a tiny minority is familiar with such tools. There is a small number of European Citizens Initiative that achieved 1 million signatures.

Those "successful" initiatives achieved the result relying on existent networks of organisations. Or hiring firms with a massive mailing list. On the other end, there is not such a thing as a public information service on European Citizens Initiatives. Something that enables each EU citizen to choose whether to support an Initiative or not.

As European Citizens Initiative promoters we propose the European Commission to:

1) Level the budget currently invested in the European Citizens Initiatives to what is currently invested to inform citizens on elections and on the functioning of representative democracy

2) Invite all EU public and private broadcasters, and digital media outlets to increase the coverage on participatory democracy tools and proposals, starting from European Citizens Initiatives

We would like to meet you at a public meeting to discuss this further. 

 

Ho pensato all’obiettivo: come potenziare le ICE per ottenere il raggiungimento del programma di rinnovamento dal basso?

Pensavo, andando in bicicletta, allo strumento delle petizioni di cui avevamo parlato nell’ultima riunione.

Pensavo: forse si può fare una petizione per chiedere d’investire sull’informazione, per ottenere maggiore democrazia diretta affinché le ICE e altri strumenti diventino di “Uso comune”.

Una petizione sulla stessa linea del documento “Informazione e Democrazia Partecipativa - pari dignitá” proposto ultimamente da Cappato.

Documento che leggo rivolto alle altre organizzazioni promotrici di Iniziative dei Cittadini Europei.

La petizione per sua natura sarebbe invece un gesto dal basso.

Un’azione dei cittadini, che sono, come dicevamo oltre alle organizzazioni, una parte sostanziale degli interlocutori a cui la nostra comunicazione si rivolge e che desideriamo attivare.

Sarebbero i cittadini stessi a chiedere di avere il diritto ad avere maggiori informazioni sugli strumenti in atto sempre ribadendo il tema direi sostanziale della pari dignità tra democrazia partecipativa e democrazia parlamentare.

Riflettevo quindi su quale poteva essere un traguardo verosimile. Pensavo: forse una petizione può arrivare a 1000 firme? Un numero verosimile visto l’attuale  numero dei firmatari delle Ice, che sono 1500, e visto il numero degli iscritti a Eumans che, se non sbaglio, sta sul migliaio.

Poi mi sono detta ma è meglio una petizione con mille firme oppure 1000 petizioni con una firma? Le petizioni, diceva Marco, posso essere presentate anche con una sola firma e questo potrebbe essere molto significativo.

Perché?

Perché testimonierebbe l’importanza nella democrazia diretta della partecipazione e dell’attivazione di ogni singolo cittadino.

Ogni firmatario avrebbe un’azione che può sentire completamente “sua”, che dipende solo da lui e dalla sua singola scelta, dal suo personale desiderio di partecipare.

Le petizioni a firma singola testimonierebbero anche la nostra attenzione verso ogni singolo che decida di agire.

Tutte queste voci singole che chiedono di essere ascoltate, di avere l’informazione che gli conceda la “Parola” si  trasformerebbero poi in un’azione comune che è esattamente quello che lo strumento della partecipazione diretta propone.

Il titolo potrebbe essere  qualcosa come:“Io voglio contare”

Contare anche proprio nel senso letterale di “fare un conto” di vedere qual è il numero.

Cioè avere la possibilità di sapere quanti sono esattamente quelli che aderiscono alle iniziative come quelle da noi proposte sul clima, sui diritti etc…

per agire le persone devono sapere che cosa possono fare con la propria firma.

Se lo strumento è farraginoso e oscuro solo chi è esperto si può avvicinare

Solo chi è all’interno di un certo ambito conosce e capisce l’importanza di una ICE

Dovrebbero essere studiate delle modalità non solo per informare ma anche per facilitare la raccolta delle firme.

Pensate cosa significherebbe avere sul territorio dei luoghi permanenti per l’informazione e la raccolta delle firme e per raccogliere le proposte dal basso.

Noi non sappiamo se l’ostacolo sta nel progetto o solo nel mezzo.

E credo quindi valga la pena lavorare prima o contemporaneamente sull’ottenere dei mezzi adeguati.

In allegato il testo della lettera inviata. 
è stata firmata da: 

Marco Cappato, Representative "A price for carbon to fight climate change" stopglobalwarming.eu,   

Carlo Maresca, Coordinator, "A price for carbon to fight climate change" stopglobalwarming.eu 

Virginia Fiume, Coordinator, "Respect for the rule of law in the European Union" formyrights.eu

Pier Virgilio Dastoli, Representative "Respect of the rule of law in the European Union" formyrights.eu 

Joerg Mitzlaf, Representative “Central public online collection platform for the European Citizen Initiative” openpetition.eu

Marcin Dzierżak, Substitute “Central public online collection platform for the European Citizen Initiative” openpetition.eu

Veneta Magistrelli, Representative “Stop corruption in Europe at its root, by cutting off funds to countries with inefficient judiciary after deadline” stop-corruption.eu

Sebastian Reimer, Substitute “Stop Extremism” stop-extremism.eu

Timothée Galvaire, Representative “Ending the aviation fuel tax exemption in Europe” fairosene.eu


Thomas Eitzenberger, Representative “European Citizens Initiative Fridays for Future” 



Il testo è stato inviato alla Commissaria Jourova, alla SG ECI della Commissione e a ECAS. 
Visto il potenziale anche di quanto suggerito da Sibilla e la centralitá di questo tema da un punto di vista politico, varrebbe propabilmente la pena metterla su Eumans.eu come iniziativa in corso (con invito a aderire - volendo abbiamo form) 

Ho chiesto a tutti i firmatari di venire a Eumans2020 e di unirsi a noi in Place Luxembourg giovedi. Vediamo che succede. 

 

Suggerirei di usare questo thread per mettere in condivisione quante più informazioni possibili sul budget dell'UE per Democrazia Rappresentativa VS Democrazia Partecipativa. 

Simona ha giá raccolto alcuni dati - e Octavian sta facendo delle ricerche ulteriori. 

Questi dati ci possono servire per rafforzare l'analisi preliminare e capire come si può andare a intervenire sul budget che verrá discusso durante l'estate del 2020. E quali azioni preliminari occorre fare. 

Nel frattempo abbiamo iniziato a fare delle ricerche anche su Parlamentari Europei che si sono attivati in passato su questi aspetti della cittadinanza europea e su giornalisti che ne hanno parlato, per esempio in italiano questo articolo su Linkiesta https://www.linkiesta.it/it/article/2019/12/07/democrazia-europa-the-grassroots-view/44646/ 
I dati li aggiungiamo su Cryptpad in un apposito Tab. 
 

Di seguito trovate i dati sul budget speso per le ICE da parte della Commissione Europea.

Qui il doc che ho ricevuto dai funzionari della CE; andate direttamente a pag. 37.

https://ec.europa.eu/transparency/regdoc/rep/1/2017/EN/COM-2017-482-F1-EN-MAIN-PART-1.PDF

 

Grazie Simona per aver estratto i dati e aver fatto i calcoli, impeccabili:

- nel 2017 

1, 9 mln (0.840 mln + 0.561 mln + 0.500 mln)

- nel 2018
 1,3 mln (0.740 mln + 0.560 mln)

 

Qualche riflessione (sempre grazie Simona):

- Budget palesemente inferiore ai 36 milioni spesi per la campagna per le elezioni europee;

- Sembra che per l'allocazione delle risorse non si tenga conto del numero annuale di ICE 

 

 

 

Come già sappiamo, la presidenza croata entrante del Consiglio dell'Unione europea ha chiesto al CESE di elaborare un parere sul tema "Gli effetti delle campagne sulla partecipazione al processo decisionale politico" e, in questo contesto, ieri 5 Febbraio al si è svolta al CESE un'audizione pubblica per discutere la bozza della raccomandazione. 

Nella raccomandazione ci sono dei riferimenti relativamente interessanti a delle modifiche del budget UE per favorire una maggior partecipazione dei cittadini nel processo decisionale europeo. In allegato trovate la bozza della raccomandazione con evidenziati i passaggi relativi al budget, che vi segnalo anche qui sotto:

 

  1. The EESC believes that a more effective approach by the EU institutions to European citizens requires a common mindset change, which places citizens' values, concerns and power to act at the very centre of communications with citizens. In this respect, the EESC welcomes the European Parliament's new voter-oriented approach to public information campaigns and strongly supports its comprehensive plan to build upon the success of its most recent election campaign. The EESC calls for adequate budgetary and staffing allocations for the Parliament's work on campaigns to deepen and broaden its rich network of civil society affiliates, volunteers and opinion-makers, deliver a series of thematic campaigns over the upcoming five years and prepare an agile 2024 election campaign.
     
  2. The EESC calls on the EU institutions and the Croatian presidency to give more attention to the EU-budget related negotiations on allocations for education on EU values, institutional affairs and citizenship, as a core vehicle for European democracy. Proper funding for the full spectrum of EU education efforts, as well as measures proposed by the European Democracy Action Plan should be earmarked, and better coherence of the different budgetary components should be ensured
     
  3. The EU institutions have extensive budgets for public information, including campaigns, although indisputably small compared to Member State government budgets for public information and campaigns (and Member State local and regional government budgets for such activities). In addition, several Commission DGs support the efforts of civil society and the social partners to inform and engage citizens in debate on specific EU policy areas through a variety of means. The positive role to be played by the EU institutions, as well as by European and national civil society, the social partners and independent media should be expanded and duly reflected in the new EU budget