Bozza Petition-Sortition

Ho abbozzato una petizione (da completare) sull'introduzione del sorteggio nella selezione dei partecipanti alla Conferenza per il futuro dell'Europa.

La propongo come possibile "apripista" al pacchetto di petizioni che presenteremo, per tentare di inserirci nel dibattito d'attualità sulla forma che dovrà prendere la conferenza.

Ecco di seguito il testo su cui vi invito a dire la vostra e proporre suggerimenti.

"The upcoming Conference on the future of Europe represents a major opportunity to reshape the functioning of european institutions in a more democratic and impactful way.

However, it is essential that the participatory process launched by the European Commission and the European Parliament won’t repeat past mistakes. The last public body convened for greater european democracy and efficiency (the Convention on the Future of the European Union) was widely criticized for being addressed only to institutional players.

What can we do to ensure the best quality of citizens participation this time? While the B9‑0036/2020 Parliament resolution is drafting Citizens’ agoras to discuss the european political priorities, the criteria for the composition of the agoras are still not defined. 

We call on the European Parliament to explicitly define sortition as the selection criteria for citizens’ participation in the Conference for the Future of Europe. This ancient instrument of democracy has become nowadays a best practice for the involvement of citizens in public decision-macking [...]"

Concordo Mineus, questo è un punto.

Altri punti su cui fare draft petizioni nell'ambito Democrazia + Cofe sono, come da riunione di ieri 

METTO QUA COME MEMO

- che la conferenza possa intervenire su riforma Trattati - come proposto dal PE ma non dalla Commissione

- Eci - Opuscolo informativo a tutti i cittadini Ue su ciascuna ECI (modello referendum svizzera)

- Informazione offline mirata a tutti i cittadini sulla Cofe, le proposte dei cittadini, le modalità per sostenerle (TBD)

 

Consiglio operativo:

1 - creiamo team interno (Gilla, Octavian, Tu, Rob, Sibilla, io...)

2- Organizziamo asap riunione con attivisti europei per condividere obiettivi, strategia, draft testi petizioni

3 - manteniamo raccordo con Dastoli (Sibilla)

(to be continued)

Grazie Simona,

Tra i punti che sollevi mi sembra che quello della richiesta di inclusione della riforma dei trattati nella CFE possa già essere compreso in questa petizione.

Se facciamo in questo modo posso occuparmi di ritoccare i passaggi finali facendo menzione anche dei trattati, così da cominciare a inviare già domani un testo ad alcuni contatti accademici che abbiamo sul sorteggio.

Il resto dei punti mi pare che li sviscereremo per bene lunedì in riunione per farli rientrare nella proposta complessiva.

 

 

Sì, credo sia necessario inserire il punto relativo alla possibilità di modificare i trattati in questa prima petizione urgente.

Ti ringrazio della disponibilità, Mineus. 

Aggiungo un altro punto URGENTE: il finanziamento delle iniziative popolari. Visto che è in discussione il nuovo bilancio europeo, dobbiamo:

1 - proporre petizione PRIMA che il nuovo budget sia stato approvato

2 - chiedere con la petizione che le ECIs ma anche le Petizioni e, in generale, tutti i processi di partecipazione democratici abbiano garantita un'informazione effettiva, non esclusivamente basata su online e social. Ovvero che tutte le iniziative possano essere comunicate ai cittadini europei attraverso l'invio di opuscolo informativo cartaceo, come proposto da Marco

Lo scrivo perché resti agli atti nel caso a qualcuno venisse in futuro un'ottima idea altrui :)

Simo, solo per capire io: stai proponendo di mettere il punto sul budget nella petizione sul sorteggio? 

Io lo terrei come parte del Pacchetto (come giá indicato nella traccia) se si riesce oppure farei una petizione dedicata ma separata dal sorteggio, come avevamo ipotizzato dopo Bruxelles. 

Non ricordo se ne avevamo parlato in riunioni precedenti o se lo avevo scritto qui da qualche parte: avevo parlato con Dastoli di questa cosa dei budget e viene discusso a primavera e presentato a giugno. Quindi appena torno a Bruxelles dobbiamo iniziare a fare attivitá anche di lobby su questo punto specifico. (ma benissimo adesso che abbiamo i numeri grazie al lavoro tuo e di octavian e le idee più chiare sul tipo di informazione che intendiamo - cui io aggiungerei un impegno sul fronte Servizio Pubblico). 

Comunque direi che tra i temi di riunione lunedi ci deve essere anche il discorso Pacchetto e il discorso Petizioni che hanno necessitá di essere scorporate e portate avanti in anticipo. 

Ciao a tutti, in realtà l'ho riformulata così. Confrontandola con altre petizioni mi sono accorto che andava resa più asciutta e concisa sull'obiettivo. 

"We call on the European Parliament to explicitly define sortition as the main selection criteria for citizens’ participation in the Conference for the Future of Europe (CFE).
While the B9‑0036/2020 Parliament resolution on the CFE is drafting Citizens’ agoras to discuss the european political priorities, the criteria for the composition of the agoras are still not defined. 
Sortion is most suitable instrument to achieve a representative sample of the European society in terms of geography, gender, age, socio-economic background and/or level of education.
This ancient instrument of democracy has become nowadays a best practice for the involvement of citizens in public decision-making. Let’s make it the starting point to reshape european institution in a more democratic and impactful way". 

Per come è riuscita, a questo punto mi pare più sensato lasciare l'unico obiettivo sul sorteggio e integrare invece il punto sui trattati parte di una petizione compleasiva sulla cfe insieme ai finanziamenti sulla democrazia partecipativa.

Cari ho pensato ad alcune cose:

Ieri ho visitato un monumento in cui le statue erano perfettamente divise: da una parte c'era il pensiero e dall'altra l'azione. La persona che ci guidava ha commentato indicando un gruppo di statue dicendo ecco quella è la politica che guarda alla filosofia ma s'incarna nell'azione.

Era bello, penso giusto e io sono ammirata perché voi siete “pensiero e azione" io purtroppo un pò meno…

Poi ho pensato alle parole di Marco sugli strumenti della democrazia partecipativa, lui ha detto giustamente che per prima cosa sarebbe meglio provare a utilizzare ciò che c'è, magari migliorandolo.

Concordo… concordo sempre con Marco, anzi vorrei farne un acronimo: CSCM.

Io CSCM però sento anche che è necessario un momento di pura fantascienza perché gli strumenti che abbiamo sono figli di un pensiero e questo pensiero non era formulato per comprendere la pari dignità tra la democrazia parlamentare e la democrazia partecipativa.

 

Gli strumenti offerti alla democrazia partecipativa non mi sembrano costruiti per essere utilizzati quotidianamente, non sono “ordinari”, sembrano invece nascere sul territorio dello "straordinario", sono strumenti eccezionali perché la partecipazione diretta era l’eccezione.

 

Probabilmente per questo implicano o estreme difficoltà, come la richiesta per le ICE di un'immensa raccolta di firme senza nessun aiuto, o limiti molto forti, come ad esempio i referendum Italiani solo abrogativi o le petizioni con la loro qualità di domanda indicativa, senza alcuna certezza di risposta.

Direi che non si considerava la sostanziale importanza della partecipazione.

 

Ma se noi invece pensiamo che sia utile e virtuoso coinvolgere sempre di più i cittadini permettendogli di agire, la filosofia con cui questi strumenti vanno modificati o costruiti è diversa.

Dovrebbero essenzialmente essere facili.

 

E quindi raggiungibili, fruibili e seri.

 

Certo l’ispirazione dovrebbe essere l’interesse di tutti ad avere cittadini consapevoli e attivi

e già siamo nella fantascienza…

 

Ma se noi usiamo il metodo di Simona e partiamo da quali bisogni ci sono per domandarci quali sarebbero gli strumenti dei nostri sogni per la partecipazione popolare? Noi cosa chiederemmo?

Perché non è affatto detto che quello che chiederemmo esiste.

 

Ma qualsiasi cosa esiste oggi nella cultura qualcuno prima l’ha immaginata.

 

Quindi mi piacerebbe molto un gruppo interno di riflessione creativa.

Marco e io CSCM dice che ci sono tanti esperti più esperti di noi

 

Perfetto allora c’è per caso qualcuno che ha voglia di fare con me un gruppo fantascientifico

Per dire un sacco di stupidaggini e cercare esperti in merito?

Ciao Sibilla, 
Grazie per queste tue parole. Ritengo anche io che vada creato un gruppo di studio sugli strumenti, che da una parte si confronti con le esperienze di altri e che dall'altra metta insieme gli esperti che possono dare scientificitá a quanto elaboriamo. 

Sicuramente ne parliamo stasera ma metto qui un po' di spunti sparsi. 

1) Giovedi scorso sono andata al Joint Research Center per un Serious Game, uno dei progetti che hanno accennato anche a Bruxelles a dicembre. Sto raccogliendo i report, ma intanto qualche spunto qui https://blogs.ec.europa.eu/eupolicylab/serious-game-the-jrc-scenario-exploration-system/ 
è stato interessante vedere come una stessa istituzione di ricerca della UE sperimenta e studia con i dati. Ho chiesto loro come queste cose vengono usate poi dalla Commissione - e per esempio se qualcosa potrebbe essere usato per la Conferenza sul Futuro dell'Europa. Non mi hanno ancora risposto ma li ho invitati al nostro incontro. 

2) Segnalo questo articoli uscito su La Lettura del Corriere. Fondamentale per tenere il filo tra scienza e innovazione della democrazia
https://www.pressreader.com/italy/corriere-della-sera-la-lettura/20200216/281625307316174

3) Da pensare come organizzare questo appuntamento con altri promotori di ICE settimana prossima https://www.alcuoredellapolitica.net/riforma-european-citizens-initiative-primo-appuntamento-252 

4) Come portare tutto questo nel programma del "1st Meeting of the Council for Participatory Democracy" 
https://www.alcuoredellapolitica.net/comment/1168

Io non credo che noi si debba mettere su un gruppo di studio sugli strumenti - che sono per default oggetti della scienza e della tecnica. La nostra dimensione è la politica e la politica si occupa di obiettivi. Noi  è sugli obeittivi che dovremmo mettere su un gruppo di studio permamente perché sono gli obiettivi - le urgenze - la reason why della nostra mobilitazione.

Il sortition - ad esempio - è una tecnica, non è un obiettivo. Lasciamo alla scienza studiarne vizi e virtù. Noi occupiamoci del perché attivarsi per la democrazia, del come rendere virale questo bisogno di occuparsene - che è il bisogno più antico dell'umanità, da Aristotole in poi. Noi dobbiamo essere laici verso gli strumenti, che sono per loro natura mutevoli, evolutivi. Quello che invece non ca,mbia mai è l'obiettivo Demicrazia (senza aggettivi) e i requisiti necessari alla sua esistenza: Stato di Diritto, Conoscenza per la Deliberazione, Libertà.

Credo che questo continuo fraintendimento tra strumenti e obiettivi - e strumenti indicati come obiettivi - sia la zavorra concettuale che ci impedisce di progredire come movimento politico, mantenendoci al contrario nella traiettoria delle ngo che fanno cose fini a sé stesse.

 

Ottimo spunto Simona, ma messa in quest'ottica anche la democrazia è una tecnica, ossia una forma di governo che consente di raggiungere "la maggiore felicità possibile del maggior numero possibile di persone".

Ecco perché in passato mi sono trovato in dissenso da te rispetto all'obiettivo strutturale della qualità della vita, che non considero retorico, ma anzi la ragione ultima per la quale i diritti, la democrazia, la conoscenza, la deliberazione e la libertà hanno ragione d'essere in una comunità: aumentare il benessere individuale e sociale.

La sfida politica del tempo si gioca proprio su questo terreno: sulla capacità della democrazia di dimostrare che è ancora la tecnica più adeguata al benessere delle persone. Di qui l'urgenza di rinnovarne le forme, per garantirne la stessa sussistenza di fronte ai cambiamenti politici e tecnologici che attraversiamo.

L'enfasi sul sorteggio non è allora enfasi sullo strumento in quanto tale, ma sull'urgenza che hanno le democrazie stesse di sperimentare e adottare nuove forme di esercizio della sovranità popolare. L'obiettivo è migliorare la qualità della decisione pubblica, e in ultima istanza, il benessere sociale.

Questo dialogo conferma come il fatto di non aver mai discusso gli obiettivi politici ci abbia portato a inseguire ciascuno un proprio film, con sceneggiature tra loro incompatibili.

Enfatizzare la tecnica del sorteggio per dimostrare le virtù della democrazia  è la strada migliore per condannare la democrazia al suicidio. Il sorteggio, al pari di qualunque altra tecnica di coinvolgimento delle persone alla deliberazione - dibattito pubblico, bilancio partecipativo, town meeting etc etc, non serve a niente se non è saldamente integrato in un'architettura istituzionale e di regole democratiche complessive di cui sono elementi fondamentali cose preliminari ed esterne come l'informazione, lo stato di diritto, le libertà civili.

In concreto, una CoFOE jn cui partecipino cottadini sorteggiati con tutti i crismi e che tuttavia non hanno alcun potere di deliberare e di contribuire alla qualità della deliberazione, è un esercizio fine a se stesso, come osservavo appunto su.

La democrazia, Mineo, è un sistema di irganizzazione sociale. Le alteenative sono i totalitarismi, nelle loro varie forme.

Il sorteggio è invece solo una tecnica di selezione dei componenti di un'assemblea, come lo sono le elezioni. 

Mi chiedo come si faccia ad essere ideologicamente accecati da non vedere il ridicolo nel solo assimilare le due categorie.

Io ho veramente paura di te.

Salve allora dato che non mi  è chiaro se interessa ad altri vi dico cosa intanto io vorrei fare.

Raccogliere materiali.  studiando gruppi ed esperti che stanno elaborando e proponendo proposte sulla democrazia partecipativa.

mentre raccolgo vorrei dividere il tipo di proposte essenzialmente sotto tre ambiti che ritengo assolutamente collegati: 

Come contattare, informare ed attivare i cittadini? 

Come elaborare la proposta da parte dei cittadini? 

Come interagire ed ottenere un riscontro da parte degli organi di governo?

Partirò dai link che Gilla ha postato nella risposta "preparazione incontro Bruxelles 19/20 Marzo"

aggiungerò due documenti che avevo letto precedentemente: la lettera di Dastoli, Il documento del parlamento europeo verso la conferenza sul futuro dell'europa, l'articolo che Marco citava etc..

Lo scopo al momento è avere spunti su:

-Chi sta agendo 

-Quello che già si fa

-Quello che potrebbe essere fatto

e, non escludo, 

-Quello che sarebbe interessante fare ma che ancora non esiste

Per servire quest'ultimo punto preparerò una lista di domande: quali sono le necessità?

Le domande giuste sono sostanziali per le risposte giuste

Mi piacerebbe se Lorenzo, Simona, Gilla o chi vuole e sa (Marco primo tra i pari) mi indicassero spunti su gruppi e materiali

oppure mi piacerebbe molto intervistarvi a turno o insieme . Intervistarvi mi farebbe risparmiare assolutamente tempo e lo troverei creativo.

Se volete passarmi spunti sarebbe fantastico però vi pregherei di essere chirurgici seguendo lo schema sopra, perché per lavoro ho poco tempo, e perché se no mi perdo.

Per il resto sono felice di parlare con voi e sono felice di quello che fate.

 

 

proposta: all'inizio quando si apre una discussione,  per rendere più trasparente per chi si affaccia sul sito, sarebbe molto utile fare un micro riassunto tipo-

Di cosa si discute qui : della riunione che stiamo per  indire a Bruxelles il 19/20 Marzo per discutere delle proposte sulla democrazia partecipativa con associazioni e singoli interessati.

quali sono i passaggi che sono stati fatti fin'ora: Sono state fatte tre riunioni con X,Y,Z. 

Come fanno i giornali per permettere a tutti di seguire argomenti complessi...

 

La democrazia è tante cose: è sia un principio (il governo dal popolo, del popolo, per il popolo) che uno strumento, a sua volta fatto di tecniche (istituzioni, leggi, elezioni, referendum,...).

Il combinato disposto delle tecniche utilizzate definisce i connotati di una specifica democrazia. Battersi "per la democrazia" in sè non significa molto, se non si traduce in uno specifico obiettivo. Se non esistono media indipendenti, battersi contro la disinformazione è battersi per la democrazia. Se la legge è calpestata dal potere, battersi per il rispetto della legge è battersi per la democrazia. Se il sistema elettorale è cambiato a poche settimane dal voto, battersi per la stabilità del sistema elettorale è battersi per la democrazia. Se c'è un dittatore, battersi contro il dittatore è battersi per la democrazia.

Ogni "lotta" va valutata nel contesto. A nessuno verrebbe in mente di imbastire una campagna per modificare la legge elettorale in Corea del Nord, o contro il finanziamento pubblico ai partiti negli USA, o per una assemblea dei cittadini estratti a sorte in Libia.

Nell'Italia degli anni '80 il Partito radicale avviò la campagna presidenzialista e per il sistema elettorale maggioritario anglosassone. Nel 2019, e solo per qualche settimana, gli stessi obiettivi sono stati fugacemente menzionati da Salvini. Erano due lotte/proposte "per la democrazia"? dipende da cosa si intende per democrazia. Erano due lotte per due "tecniche"? Sì. Erano due lotte "politiche"? Sì. 

Quando si parla di democrazia, la proposta di riformare delle tecniche non è mai una proposta tecnica. E' sempre una proposta politica. La proposta di introdurre all'interno della democrazia rappresentativa su base elettorale forti correttivi di democrazia della partecipazione e di democrazia aleatoria è una proposta politica che può -a seconda delle valutazioni- rafforzare o indeblire la democrazia. Si può sostenere che sia una proposta sbagliata, ci mancherebbe altro.

Sostenere invece che le assemblee dei cittadini estratti a sorte non siano una proposta politica, e che comunque siano una proposta di rango inferiore a una non meno imprecisata lotta "per la democrazia" non mi pare significare molto. Si può certamente sostenere che ci siano proposte più importanti "per la democrazia", come ad esempio: impedire il taglio dei parlamentari, o dei vitalizi, o della prescrizione. Ma sempre di "tecniche" stiamo parlando.

Rispetto ad altre proposte di tecnica democratica, quella delle assemblee dei cittadini estratti a sorte mi pare ad oggi una delle proposte più "politiche", perché oltre a interferire con le dinamiche del processo decisionale (come lo è ad esempio ogni proposta sul numero di Parlamentari da eleggere, o la scelta tra maggioriario e proporzionale), mira a mutare la base sociale di coinvolgimento nel processo decisionale stesso, puntando a recuperare porzioni di società che non partecipano più alla vita democratica perché si sentono escluse in partenza. Tale tentativo non "garantisce" nulla: né che ci si riesca, né che, una volta riuscitisi, le porzioni di società mobilitate non si mobilitino per distruggere la democrazia. Questa è appunto la sfida, che si può vincere o perdere, ma che è a mio avviso opportuno raccogliere di fronte all'alternativa della lenta autocombustione di ciò che rimane delle nostre stanche democrazie e del loro apparato di "tecniche".

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Certo che l'introduzione delle assemblee dei cittadini sono una proposta politica, ed è la ragione per la quale sostengo la necessità di discutere in quale quadro di visione politica si inserisca la proposta che come Eumans sosteniamo. 

 Il quadro politico nel quale si inserisce la proposta, infatti, è quello in cui al potere c'è un partito che, proprio in nome della democrazia partecipativa, sta portando avanti una distruzione sistematica della democrazia - dal riconoscimento dell'autonomia del parlamentare al ruolo stesso della rappresentanza. Per non dire dell'informazione come diritto dei singoli cittadini a conoscere e non invece subìre la propaganda del più forte - che in qeusto caso è chi ha soldi e mezzi e controllo del potere: in una parola, Casaleggio.

L'approccio staderiniano alla democrazia partecipativa - che io respingo -  è assonante a quello grillino e, dal mio punto di vista, è un approccio politico distruttivo. Sai perché? Perché esattamente come i grillini indicavano nello strumento web l'asset della rivoluzione democratica, Staderini/tu indichi ora lo strumento CA come cura di tutti i mali. Ma di quali mali parliamo? Ti rendi conto che oggi al potere c'è il medico che prescrive la stessa cura che proponi tu - con obeittivi molto diversi dai tuoi ma con i risultati che vediamo? Come giustamente osservi tu, la proposta va inquadrata nel contesto.

Se non proponi un'analisi di contesto (e il contesto in Italia è: impossibilità di conoscere per deliberare, controllo partitocratico del potere....), un metodo (il nostro metodo deve essere democratico, scientifico) ed un obiettivo alternativo a quello grillino, la tua proposta di democrazia partecipativa non ha alcun valore distintivo, anzi.

Personalmente detesto il confinamento della istanza partecipativa ai circolini "romantici" (semicit.) di Milano-centro storico e Roma-Parioli e sono convinta che la l'unica chance per la democrazia sia la voglia/bisogno di partecipare dei tamarri (semicit.) di periferie e delle aree non urbane. Semplicemente non credo che inseguendo tardivamente l'impostazione grillina con il metodo staderiniano del populismo riformatore - che altro non è che grillismo - si consegua né questo obiettivo tattico-comunicativo, né il più importante obiettivo strategico.

Come ci hai insegnato tu, Marco, il miglior modo per far appassionare alla democrazia è praticarla. In generale, quindi, mi farebbe piacere se prima di scrivere lettere a perte a Grillo o chiunque altro ci si confrontasse. La democrazia di brutto ha che è faticosa!