Piccoli e puliti

Una nuova proposta per eliminare i rifiuti dai piccoli comuni

Non sempre il porta a porta rappresenta la soluzione migliore per garantire una raccolta differenziata efficace. La raccolta a domicilio dei rifiuti domestici prevede un limite: il numero di bidoni. Risulta infatti quasi impossibile chiedere ai cittadini di introdurre in casa propria più di 4 bidoni di raccolta. Inoltre, anche il porta a porta non permette un reale monitoraggio di quanto il cittadino rispetti le categorie di raccolta differenziata previste.

Una soluzione alternativa può essere rappresentata dal semplice “centro di raccolta”, da intendersi come un unico punto, gestito da uno o due addetti comunali, dove i cittadini sono chiamati a portare la spazzatura domestica.

I cittadini possono conferire la spazzatura in ogni momento della giornata, senza altri vincoli che quelli imposti dall’orario di apertura (es: dalle 8.00 alle 19.00, dal lunedì al venerdì). Lo smistamento delle diverse tipologie di rifiuto sarà monitorato dall’addetto presente in quel momento.

Qual è la grande opportunità di questa soluzione? La quantità di categorie di rifiuti con cui effettuare una separazione efficace e, quindi, consentire un riciclaggio quasi completo. In più, si riducono costi ed emissioni dovute al trasporto su lunghe distanze.

Ad esempio, le categorie presenti in un centro di raccolta potrebbero essere:

  1. Metalli
  2. Batterie
  3. Carta 1. Carta e cartone rigidi/puliti
  4. Carta 2. Carta sporca
  5. Vetro
  6. Plastica A
    • 1) PET – bottiglie di plastica. Completamente riciclabile (>10 volte)
    • 2) HDPE – Tappi di bottiglia, flaconi rigidi, barattoli. Riutilizzabile tramite lavaggio. Completamente riciclabile (>20 volte)
  7. Plastica B
    • 3) PVC (Vinili) – pellicole, film protettivi, etc. Riciclabile tramite recupero meccanico o fusione
    • 4) LDPE (polietilene) – bottiglie morbide, buste, tubetti. Difficile da recuperare, riciclabile tramite fusione o recupero termo-chimico
  8. Plastica C
    • 5) PP (polipropilene) – vasetti per dolci o latticini, tubetti packaging, tupperware. Riciclaggio quasi assente, necessaria fusione a 2000°C)
    • 6) PS (polistirene) – vaschette, bicchieri e piatti monouso. Difficile da riciclare, solo tramite recupero termo-chimico
  9. Tetrapak
  10. Organico umido
  11. Legno
  12. Olio usato
  13. Rifiuti ingombranti
  14. Indifferenziato

Un centro di raccolta di questo tipo trova la sua applicazione ideale per una capacità non superiore ai 3000 abitanti. Questo per ridurre la distanza tra abitazioni e centro di raccolta, ma soprattutto evitare code all’ingresso.

Cosa si fa con i materiali raccolti?

Il comune, grazie a questa soluzione, potrà accedere a servizi di smaltimento della plastica con un materiale di “qualità elevata”, perché già separato e meno sporco. Inoltre, la frazione organica (in media più del 40% del totale) potrà essere valorizzata con un compostaggio semplice e di dimensioni ridotte, per produrre un fertilizzante di qualità da riutilizzare in loco.

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Dato che sorge naturale chiedersi quanto possa costare questa procedura, scrivo un ulteriore approfondimento.

Prima di tutto, consideriamo che la tassa sui rifiuti viene decisa proprio a livello comunale e che, in un valido piano rifiuti, dovremmo avere come obbiettivo quello di ridurla. Qui sotto riporto quanto ho anche aggiunto al documento che trovate in allegato:

Sarebbe bello sì, ma quanto costa?

Prendiamo come esempio un comune realmente esistente in una provincia della Campania, con una popolazione di circa 3,000 abitanti

In questa regione, nel 2019, una famiglia di 4 componenti, residente in un appartamento da 80mq, paga circa 400 €/annui, ovvero circa 100 € pro-capite. Ne deriva che gli introiti annui per un comune di 3,000 persone siano stimabili intorno ai 300,000 €.

Per realizzare un centro come quello da noi proposto, è sufficiente un'area (non coperta) di 200 metri quadrati, con la presenza di due persone. Molti comuni possiedono già un centro di raccolta destinato ai rifiuti ingombranti, quindi sarebbe in realtà consigliabile ampliare e migliorare tali centri. Tuttavia, in questa valutazione partiremo da zero.

Grazie ai dati della regione, si può stimare che la produzione di rifiuti che gli abitanti del paese porterebbero ogni mese al centro di raccolta, per tipologia:

Produzione rifiuti per categoria

  • Metalli - 0,5 t/mese
  • Carta 1. Carta e cartone - 10,9 t/mese
  • Carta 2. Carta sporca - 3,3 t/mese
  • Vetro - 13,1 t/mese
  • Plastica A - 6,5 t/mese
  • Plastica B - 3,3 t/mese
  • Plastica C - 2,7 t/mese
  • Tetrapak 0,5 - t/mese
  • Organico umido - 54,4 t/mese
  • Legno - 0,5 t/mese
  • Olio usato - 0,1 t/mese
  • Rifiuti ingombranti - 2,2 t/mese
  • Indifferenziato - 10,9 t/mese
  • RAEE - 0,5 t/mese

Totale: 110 t/mese

I volumi di rifiuti prodotti sarebbero quindi molto bassi: circa 30 tonnellate a settimana (un camion).Ci sarebbero quindi quasi zero costi di smaltimento (circa 20,000 €/anno), ed un riciclo superiore al 85%.

Considerando due piccole compostiere (capacità da 1 ton/giorno) e due macchine per il compattamento, più la struttura, il comune per costruire dovrebbe investire circa 550,000 €. Partendo dagli introiti relativi alla TARI, pari a circa 300,000 €/anno, tenendo in considerazione i costi relativi ai consumi energetici e alla presenza di due operatori a tempo pieno (60,000 €/anno), il comune dovrebbe poter rientrare nell'investimento comunque entro il 5 anno dall'inizio dei lavori.

Una volta ripreso l’investimento, il comune potrebbe procedere ad una graduale riduzione della Tari, attualmente troppo elevata in questa regione.

Oltre al bilancio economico c’è di più…

Quando proponiamo questa soluzione, non dobbiamo chiederci solo "quanto costerebbe gestire questo centro di raccolta", ma anche quanto si risparmierebbe rispetto all'attuale modalità di raccolta del domestico, ad esempio un porta a porta, e quanto si potrebbe ottenere in termini di prodotti recuperati e riutilizzabili nell'economia locale. 

Il recupero di questi materiali potrebbe portare a nuove attività locali, specializzate nella manifattura di prodotti riciclati. Ad esempio, l’utilizzo del compost per produrre terriccio, oppure il recupero delle plastiche per produrre oggetti dal materiale recuperato

A Milano il porta a porta funziona perché ha tolto ogni alibi. Hai tutti i bidoni in un apposito vano condominiale dove riporre in qualunque momento i rifiuti differenziati - senza lo sbatti di andare a cercare i bidoni o - nella tua proposta - il centro di raccolta unico. Gli abusi vengono sanzionati con multe al condominio (o direttamente all'autore, se identificabile dal contenuti della monnezza) con controlli a campione. I rifiuti ingombranti vengono raccolti con un servizio gratuito su prenotazione che passa con furgoncino e li deposita nel centro di raccolta.

i centti sono dislocati in aree periferche, non agevolmente accessibili con i mezzi. Per raggiungerli servirebbe prendere l'auto. Un nonsense. 

La praticità della raccolta porta a porta ne ha consentito l'efficacia. Se si dovesse specie in una grande città, imporre invece all'utente lo sbatti di portarsi la monnezza in un centro, magari la mattina quando corre per andare a lavoro allungando il percorso, ho il forte sospetto che si tradurrebbe un atto di responsabilità alla portata di tutti in una coercizione eseguibile solo da pochi (le sciure casalinghe, le colf...) e si finirebbe con l'avere spazzatura di tutti i tipi per strada.

 

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In risposta a di Kuliscioff

Ciao Simona, 

ovviamente il porta a porta ha i suoi vantaggi in merito alla percentuale di raccolta differenziata che riesce a garantire. Lungi da me voler reintrodurre i centri di raccolta nelle città o nei centri urbani!!

La proposta "PICCOLI e PULITI" infatti, come avrai letto, non riguarda le grandi città, bensì solo e soltanto i PICCOLI comuni (<3000 abitanti). 

Il motivo è legato proprio alla necessità di ridurre le distanze e garantire ridotte dimensioni dei centri di raccolta. 

Direi quindi che siamo perfettamente d'accordo!

Ciao Andrea,

in provincia di Sondrio in alcuni comuni per i rifiuti organici il comune regala un compostatore (ovviamente chi ha giardino/terreno)  e in altri ci sono le campane per i vetri ma il resto funziona porta a porta (L'organico umido  non viene raccolto separato).

In generale, vista la grande quantità di organico umido domestico non sarebbe da incentivare l'utilizzo del dissipatore di rifiuti (tritarifiuti) ? Pare che l'apporto di materiale organico migliori , anche di molto , il funzionamento dei depuratori fognari. Inoltre smaltendo subito l'organico non provoca problemi di cattivi odori , durante la raccolta, trasporto  ecc

ciao, Giovanni