Diritti democratici in Italia. Verso nuove forme di partecipazione politica.

altre forme di democrazia

Appena due mesi fa, lo scorso 22 maggio, con Marco Cappato e uno zoccolo duro di attivisti sparsi per l’Italia (e in qualche caso per l’Europa) annunciavamo la nascita di Eumans, movimento paneuropeo dell’iniziativa popolare. L’obiettivo del movimento, esplicitato chiaramente nel suo manifesto, è di presentare entro il 2020 un pacchetto di proposte di iniziativa popolare orientate a rinforzare i diritti e le libertà dei cittadini europei.

La lista di proposte a cui stiamo lavorando riguarda alcuni dei principali temi strategici per il futuro del nostro continente: il rispetto dello Stato di diritto, dunque lo stop ai finanziamenti per gli stati membri che violano le libertà fondamentali dell’Unione; il fisco ecologico europeo, per concentrare le tasse sull’ambiente invece che sul lavoro in tutti i paesi europei; la libertà di ricerca sulle sostanze stupefacenti, per liberarci finalmente da proibizioni ideologiche e dannose; l’intelligenza artificiale civica, perché gli investimenti in tecnologia vengano usati per creare nuovi servizi ai cittadini, invece che per aumentare il controllo sociale degli stati; e molte altre questioni centrali per i cittadini europei.

Si tratta di proposte che guardano al lungo termine e vanno al cuore delle grandi sfide del nostro tempo, senza stare ad aspettare l’azione di leader o partiti nazionali, troppo impegnati a inseguire il consenso del loro elettorato domestico. In questo la parabola di Macron parla da sé: il capo di Stato europeista per eccellenza si è rivelato strenuo difensore dell’interesse nazionale francese appena ha dovuto affrontare questioni come immigrazione e politica industriale (si pensi alle note vicende Ventimiglia e Fincantieri), per non rischiare di tradire i propri elettori.

D’altra parte, se i vertici europei sono fin troppo imbrigliati in processi decisionali intergovernativi, solo una grande mobilitazione dal basso potrà consentire di affrontare le macro-questioni citate pocanzi, con uno sguardo all’interesse generale dei cittadini europei, anziché a quello dei singoli stati nazionali.

Lo strumento istituzionale di cui Eumans intende avvalersi per questa mobilitazione è la ICE – iniziativa dei cittadini europei – che permette a 1 milione di firmatari in 7 stati membri di spingere la Commissione Europea ad adottare un atto legislativo in linea con la proposta popolare.

Per ora, una ICE sul rispetto dello stato di diritto nell’UE e una per la conversione ecologica della fiscalità sono le prime due ad essere state presentate, ed è in corso la raccolta delle firme. Si preannunciano perciò da apripista per un pacchetto di iniziative in via di elaborazione.

Fin qui, qualcuno potrebbe obiettare che Eumans si occupa esclusivamente di temi che superano il dibattito politico nazionale, e che per questo le sue proposte avranno difficoltà a far breccia nei singoli paesi. Consapevoli dei limiti che avrebbe una tale impostazione, intendiamo invece entrare a gamba tesa anche in questioni nazionali: non solo con l’ambizione di contagiare il dibattito interno a ciascun paese attraverso le nostre iniziative europee, ma anche promuovendo proposte direttamente rivolte alla politica nazionale, in molti casi ancora il livello competente su certi temi.

Inutile nascondersi allora: da nativi italiani quali siamo, non possiamo che partire da una campagna di proposte per l’Italia, da affiancare a quelle europee. Non si tratterà però di proposte partitiche, schierate da una parte o dall’altra dell’agone elettorale, ma di proposte civiche, con l’obiettivo di far funzionare la democrazia nell’interesse di tutti.

Qualche esempio?

Una campagna dovrà certamente riguardare la riappropriazione dei diritti politici dei cittadini italiani, che da decenni vivono un’assurda discriminazione. Non tutti sanno infatti che in materie di iniziative popolari come di presentazione delle liste elettorali, vige oggi l’obbligo di far autenticare le firme da un pubblico ufficiale. Un obbligo che sembra un dettaglio tecnico, ma che fino ad oggi ha tenuto referendum e leggi popolari ostaggio di grandi partiti e sindacati: gli unici a disporre di un esercito di eletti locali (e quindi di autenticatori), e, non a caso, gli unici ad avere raccolto firme a sufficienza sui quesiti referendari negli ultimi nove anni.

Proponiamo pertanto di consentire ai comitati promotori di assumersi la responsabilità dell’autentica delle firme, per superare facilmente quest’assurdo attentato ai diritti politici degli italiani.

Se il tema in questione riguarda lo Stato di Diritto e l’urgenza di far rispettare le regole democratiche per come sono oggi, questo va accompagnato da proposte innovative per migliorare la democrazia elettorale, ormai palesemente insufficiente ad affrontare alcune delle maggiori emergenze politiche. 
Ecco perché vogliamo portare anche in Italia il modello delle assemblee di cittadini estratti a sorte: le cosiddette Citizen’Assembly, che esistono da oltre 20 anni in altri paesi, e hanno consentito di affrontare riforme complesse e divisive, grazie a una logica di deliberazione basata sul consenso invece che sulla contrapposizione maggioranza/opposizione.

Fuori da logiche di fazione e dall’inseguimento del consenso immediato, le Citizen’Assembly irlandesi hanno ad esempio consentito la legalizzazione dell’aborto e dei matrimoni gay, così come altre modifiche costituzionali. Si tratta di organi che possono avere un potere vincolante o consultivo a seconda del caso, e che si fanno via via più diffusi a livello internazionale.

Per questo, lo scorso 15 luglio, Eumans ha promosso insieme a Oderal e Democrazia Radicale, il primo dibattito in Italia sulle Citizen’Assembly, invitando alla Camera dei Deputati i promtori di queste esperienze in Belgio, Irlanda e Svizzera. L’obiettivo, per il quale è già possibile sottoscrivere l'appello, è una richiesta al governo per istituire finalmente anche da noi le prime assemblee di cittadini sorteggiati, su due temi cruciali: la riforma elettorale e la proposta di soluzioni in materia di contrasto ai cambiamenti climatici. Laddove i partiti hanno fallito, le Citizens’ Assembly possono rappresentare uno strumento fondamentale per avviare una nuova stagione di riforme di cui l’Italia ha da tempo bisogno.

Da queste grandi campagne di mobilitiazione, in Italia come in Europa, dipenderà dunque il successo di Eumans, un esperimento innovativo di movimento politico al servizio dei cittadini, pronto a dialogare trasversalmente con tutti i partiti per raggiungere i sui obiettivi, pur rimanendo dichiaratamente al di fuori delle competizioni elettorali.

Se il nostro tentativo riuscirà o meno, lasceremo che a dirlo siano i fatti. Certo è che in un’epoca di conclamata crisi della democrazia, è il momento di scommettere su nuovi modelli di partecipazione politica, come Eumans sta cercando di fare.

Come ha scritto Marco Cappato in un articolo qualche settimana fa "non saremmo arrivati a questo punto se i governanti, nell'età dell'oro della democrazia occidentale post-bellica, avessero impiegato l'enorme patrimonio di credibilità e di risorse per rafforzare le possibilità dei governati di avere voce in capitolo, di difendere i propri interessi e far sentire la propria voce.

Ma quel patrimonio è stato dilapidato.

"

È tardi per tornare indietro? 
Forse no. 

Tanto per cominciare, se anche tu leggendoci ti sei convinto che vale la pena dare una chance a questo curioso esperimento politico, raggiungici sabato 27 luglio per una lunga riunione politica, dove spiegheremo da cima a fondo il nostro progetto.

Puoi collegarti da casa o raggiungerci in una delle sede diffuse della riunione. Ti aspettiamo!