Ecologia, Economia, Democrazia al cuore della politica

Ecologia, Economia, Democrazia al cuore della politica

Intervento introduttivo di Marco Cappato al seminario Dal dire al fare, NOI - Milano

Attualmente la scarsa qualità di fare politica viene ingiustamente attribuita alla scarsa qualità dei politici stessi, si pensa infatti oggi che siano i politici scadenti ad essere responsabili di una politica scadente.

La realtà invece è molto diversa; i grandi problemi del nostro tempo riescono ad essere affrontati sempre di meno dalle istituzioni politiche e in particolare della istituzione dello stato nazionale.

Questo succede a causa di fenomeni che vanno molto al di là della singola capacità o incapacità dei protagonisti della politica. Questi fenomeni sono generati principalmente dalla nuova rivoluzione tecnologica, che sta incidendo in modo esponenziale, sia sulle condizioni del nostro pianeta (questione ecologica) sia con il mondo del lavoro, il quale sta per confrontarsi con una rivoluzione rispetto alla quale le regole del lavoro, del sindacato, della rappresentanza sono completamente impreparate.

Questo tipo di politica, che è in realtà una politica impotente, ha bisogno di essere una "politica che grida", ha bisogno di essere "politica della propaganda", perché ha bisogno di alzare continuamente i toni per recuperare un minimo di contatto con una realtà che altrimenti scappa via.
Il tentativo, che potrebbe sembrare ambizioso, è quello di andare ad affrontare la crisi ecologica, ovvero il rapporto tra le persone/cittadini e le risorse naturali, e la questione del lavoro e della produzione, per riuscire a liberarsi dei peggiori ostacoli alla libertà, sia di lavoro che di impresa.
Questo rapporto è necessario recuperarlo senza aspettarsi che la "dimensione elettorale nazionale" riesca a risolverla, infatti questa dimensione si sta rivelando sempre più incapace di rispondere ai problemi del nostro tempo.

Il tema del riscaldamento globale è l'esempio lampante di come una questione riconosciuta da scienziati e ricercatori delle nazioni unite (i quali descrivono quello che sta già accadendo e che rischia di accadere con conseguenze devastanti dal punto di vista del lavoro, della produzione, della economia, del benessere delle persone) trova dall'altra parte una impotenza sul piano della politica istituzionale a dare delle risposte su questo fenomeno.

E' evidente che il problema del riscaldamento globale non si ferma alla dimensione nazionale (così come non si ferma alla dimensione nazionale il tema della rivoluzione della genomica, oppure anche il tema della rivoluzione digitale). Proprio il tema della rivoluzione digitale sta cambiando la politica e noi vogliamo che possa farlo con degli investimenti al servizio del cittadino.

Ci sono enormi investimenti delle multinazionali sulle Intelligenze Artificiali, c'è un grande interesse degli stati nazionali come la Cina che se ne occupa per controllare i cittadini, ma cosa manca? Manca l'inserimento del servizio ai cittadini, ovvero come l'intelligenza artificiale possa essere al servizio dei cittadini.
Se siamo capaci di trasformare le idee che verranno fuori in proposte politiche allora i contenuti formeranno il contenitore.

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Intervento conclusivo di Marco Cappato al seminario Dal dire al fare, NOI - Milano

Ci sono una serie di proposte che sono maturate già in altra sede prima di questa riunione e sono in particolare le due iniziative dei cittadini europei (non mi sfugge la complessità dell’iniziativa che può avere efficacia solo se si si trovano centri di raccolta in sette Paesi europei, quindi o si ha un sostegno politico o è inutile che si va al massacro). Queste due proposte sono quella per dei meccanismi per monitorare e fare rispettare la Rule of Law, ovvero lo Stato di diritto in Europa, e l'altra è la questione della conversione ecologica del fisco a livello europeo. Meno tasse sul lavoro e tassare invece le risorse ambientali.
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Come miglioriamo le cose? Come andiamo a migliorare anche un pochino la vita delle persone? Quali iniziative che possono essere adeguate?
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Abbiamo iniziato a discutere l’idea di creare un sindacato dei produttori che abbia come compito quello di andare a individuare i punti di unione comuni tra gli interessi dei produttori e quelli dei lavoratori e che contestualmente si occupasse di superare le resistenze burocratico stataliste.

Il lavoro agile è un classico tema dove l’interesse dell'imprenditore e l'interesse del lavoratore si possono incrociare. Il riordino del sistema fiscale, cioè c'è tutta una serie di temi sui quali si potrebbe provare, provocatoriamente, a mettere sul tavolo un soggetto che potrebbe essere l'articolazione economica del dibattito che stiamo facendo, e che cerchi di unire insieme gli interessi dei creatori, dei produttori e dell’industria.

Qualsiasi iniziativa si metta in campo, la parola piattaforma non deve essere vista nel senso rousseau-iano del termine e neanche del senso a-politico, ma nel senso di piattaforma di servizio, come già si è fatto tante volte nel Partito Radicale, a partire dai tempi della radio che adesso è a rischio di chiusura (salutiamo e ringraziamo la presenza di radio radicale in questi due giorni che è stata fondamentale per rendere sostenibile la diretta Facebook YouTube di questi giorni senza radio radicale non sarebbe stato possibile qui un grazie al direttore Alessio Falconio e a tutta la radio) ma appunto il Partito radicale fu anche uno dei primi service provider di internet, anche lì studiato come strumento al servizio della politica, non semplicemente al servizio dei radicali.

Stiamo sviluppando una intelligenza artificiale per il testamento biologico e per le libertà civili. La app No-barriere che si può scaricare dell'Associazione Luca Coscioni per individuare e denunciare le barriere architettoniche nella vostra città, oppure il software io firmo con il quale abbiamo inserito tutte le modalità per la raccolta delle firme.

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