Eumans, l'engagement e l'effetto "Una poltrona per due".

Le società commerciali massimizzano gli utili, anche se per farlo si trovano a sfruttare una caratteristica non commendevole dell'animo umano: una sorta di pigrizia innata, che spinge a decidere effettuando il minor sforzo cognitivo. E quindi, anche quest'anno, Mediaset trasmetterà "Una poltrona per due". Perché? Vi siete chiesti il motivo per cui mandano un film che tutti, proprio tutti hanno già visto almeno cinque volte? La risposta è facile e strana: fa ottimi ascolti, nonostante tutto.
Quindi: in periodo natalizio, quando le persone sono a casa con la famiglia, riguardano lo stesso film dell'anno prima, e di quello prima ancora. Divertimento assicurato (e qui la parola chiave è "assicurato").

In relazione al meccanismo (che genericamente viene definito "algoritmo") tramite il quale i social media propongono un articolo piuttosto che un altro, bene: succede qualcosa di simile ma più sofisticato: tra i tanti articoli disponibili viene proposto quello che massimizza l'engagement, cioè la probabilità che l'utente ne legga un altro, restando sulla piattaforma.

Ha letto un po' di articoli sovranisti? Gli arriveranno altri articoli sovranisti. E' un buonista e legge solo articoli che osannano Rackete? Ne arriveranno altri. Però (e qui c'è la differenza con il film di Natale) non gli arriverà la stessa cosa ma quello che ha più possibilità di farlo rimanere ingaggiato.

La cosa funziona molto bene, e fa leva sulle innate caratteristiche umane di cui si parlava: quella sorta di pigrizia che fa prendere le decisioni non in base al fatto che siano le migliori, bensì in base al fatto che siano le più facili, quelle raggiungibili con il minore sforzo cognitivo possibile. Detto in parole semplici: la pappa già fatta. E' la pappa già fatta più opportuna è quella con la ricetta simile a quella che è già stata ingollata. Mangiare quella pappa non li porterà mai ad assaggiare un Confit de Canard, ma questi sono un po' cavoli loro.

Riassumendo: i vari social media - che di fatto intermediano i contenuti e le notizie - non forniscono agli utenti un campione rappresentativo di quello che la stampa produce, in giro per il web. No: gli forniscono un campione di quello che loro, pigroni, hanno più o meno dimostrato di gradire, e - dal momento che l'engagement è massimizzato da contenuti che generano rabbia o paura e che il targeting è fatto in base a profilazioni personali molto precise, ecco che gli utenti si trovano continuamente esposti a contenuti che ingaggiano le *loro* rabbie e le *loro* paure.

Ovviamente, è già chiaro dove si va a parare: ciò che Goebbels riusciva a fare da un palco era far leva sulle rabbie e sulle paure di un popolo. Non è finita bene, diciamo.

Quindi, che si fa? Per questi ed altri motivi, si prova a trasformare le piattaforme digitali (concentrate, opache e monopolistiche) in realtà interoperabili.

Per il momento se ne è parlato a Bruxelles (https://eumans.eu/eumans2020) in particolare con l'intervento di Maria Luisa Stasi (https://youtu.be/9hjKBDog2f8?t=170%C2%A0).

E poi altro accadrà, a breve. Fatevi vivi.

 

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