Fantascienza per Principianti

Qual’è la novità del momento?

Milioni di persone sono costrette a una digitalizzazione forzata. 

Prendete come esempio la nostra scuola, in un mese (un mese!) sta avvenendo quello che non ci aspettavamo fosse possibile in cinque anni. Classi su piattaforme digitali, dove tutti sono raggiungibili e connessi ovunque

ed è così anche per il mondo del lavoro, ormai tutti sanno che esiste lo smart working.

Intere orchestre suonano in un unico schermo, ma ognuno a casa propria, e tutto questo prova, ancora una volta, che la vita dell’uomo rinasce sempre dove può.

D’altra parte assistiamo a una disintegrazione dell’Europa, con governi nazionali sempre più forti, frontiere sempre più alte, in un crescendo di diritti erosi.

Il governo europeo sta mostrando tutte le sue fragilità, pochi reali poteri, poca reale coordinazione.

Quindi da una parte vediamo un’enorme capillare connessione e dall’altra parte un frazionamento isolazionista: nazionale, regionale provinciale, personale.

Con questo scenario mi domando come innestare un processo virtuoso cercando  di utilizzare al meglio quello che già “naturalmente” sta avvenendo?

Chi ha l’interesse di utilizzare per fini democratici l’accelerazione in atto?

L’Unione Europea certamente, mai così fragile, che faticherà a tenersi insieme, a rilanciare e che, nella crisi, ha anche l’occasione (o forse corre il rischio) di rifondarsi.

L’Unione Europea ha bisogno di creare legami sovranazionali tra i cittadini europei ora più che mai.

Certamente è interesse anche dei cittadini, dato che vediamo i nostri diritti erodersi senza poter dire assolutamente nulla e soprattutto senza sapere quando e come i nostri diritti ci verranno restituiti.

E qui nasce un'altra domanda:

Con quale diritto possiamo richiedere di utilizzare le nuove tecnologie per la democrazia?

Stanno accadendo fatti straordinari che necessitano l’avvallo dei cittadini

perché troppo velocemente e troppo drasticamente stanno avvenendo i cambiamenti.

Per fare un esempio si discute se seguire o meno gli spostamenti dei singoli ed i loro contatti attraverso il GPS. Chi gestirà questi dati? Per quanto tempo saranno conservati?

Non possiamo essere totalmente esclusi da decisioni di questa portata.

Il mandato espresso con le elezioni, non può bastare perché questa è una gestione straordinaria e necessita quindi di straordinarie risposte democratiche. 

Una partecipazione diversa va richiesta anche per un’altra semplice ragione:

perché ora si può.

Per la prima volta nella storia, infatti noi abbiamo i mezzi reali per partecipare.

Tutti siamo potenzialmente connessi.

Non ci sono scuse per escluderci, una strada di partecipazione dev’essere concessa.

Cosa chiedere?

Molte cose ma una è quella per cui scrivo,

una piattaforma che abbia un avvallo istituzionale e che possa:

 

  • Portare delle informazioni certificate, fornendo una banca dati imparziale al servizio di tutti.
  •  
  • Raggiungere e coinvolgere i cittadini di tutta Europa, approfittando appunto della digitalizzazione in corso, cavalcando anche la nuova consapevolezza dei cittadini rispetto alla necessità dell’utilizzo della rete.
  •  
  • La piattaforma potrebbe consentire e sperimentare diverse forme di dibattito tra i cittadini, in un ambiente virtuale consono allo scopo, sottraendo il primato ai social strutturalmente impropri per  limiti e per linguaggio.
  •  
  • Consentire un canale di confronto tra cittadini ed esperti.
  •  
  • Favorire una consapevolezza democratica diffusa attraverso la trasparenza, l’informazione, la partecipazione. Sappiamo che la consapevolezza è un potente antidoto agli autoritarismi di ogni sorta.
  •  
  • Informare sulle iniziative dei cittadini in atto o in formazione.
  •  
  • E infine la piattaforma potrebbe anche ospitare le assemblee dei cittadini estratti a sorte ed essere un modo per veicolare le richieste dei cittadini al governo dell’unione mantenendo un processo pubblico e condiviso.

Nell’uso della piattaforma e ovvio che ci possa essere un gap linguistico, almeno per alcune generazioni, ma potrebbe funzionare sempre con la stessa struttura, nelle diverse lingue dell’Unione, usando come lingua comune l’inglese, a scelta dei fruitori.

Per i movimenti di cittadini è l’ora di chiedere un riconoscimento istituzionale

Questa emergenza ci sta insegnando che anche in futuro potremmo aver bisogno di un canale veloce e trasversale, veloce come questa realtà.

Perché non facciamoci ingannare dall’apparente immobilità di questi tempi, in questo momento tutto, nel bene e nel male, sta cambiando vorticosamente, anche se sembra un paradosso orientale: “Fermati per accelerare”.

Certo mi dispiace, mi dispiace tantissimo, perché io avrei enormemente preferito che i cambiamenti nascessero dal desiderio e non dal dolore, però se è questa l’epoca disgraziata che ci tocca vivere, allora almeno attraversiamola con una visione.

Quello che sembra fantascienza oggi è uno dei futuri possibili: una democrazia solida perché costruita da persone consapevoli attraverso i mezzi migliori a nostra disposizione.

Mettiamo un piede sulla nostra ombra e non ci scapperà.