giovedì sera - interoperabilità

Ciao, per cercare di mettere in ordine il contenuto che abbiamo trovato - ed anche quello che troveremo - ho proposto di fare un esperimento di collaborative editing.

L'obiettivo è sempre lo stesso, cioè estendere il Position Paper (pubblicato qui nella sua draft01): ci sono certamente nuovi argomenti e - come hanno fatto notare alcuni - c'è la necessità di irrobustire il tutto con adeguate references a documenti di altri.

 

Metodo: per il collaborative editing, invece di tuffarsi nello scrivere pagine di testo, vi proporrei di usare una mindmap condivisa. La struttura iniziale sarebbe quella della draft01 che conoscete, ma poi sull' "albero", ognuno dei partecipanti potrebbe aggiungere proposte di approfondimento, idee, correzioni, note a documenti di terzi. Lo sviluppo sarebbe lungo le tre dimensioni individuate: 1.market-competition; 2.news-media, 3.data-privacy.

 

Fonti: un po' sono qui (https://eumans.frama.wiki/documents) e altre sono in giro, ovviamente. L'elenco cresce più di quanto riesca a leggere, ma quelle conosciute  è tutto in un posto e alcuni documenti dispongono di una sorta di riassunto.

Alcune realtà che stiamo contattando, potrebbero essere interessate e magari affiancarsi in una successiva fase.

 

Ci si sente (e ci si vede) giovedì sera, l'orario è ancora flessibile, io ho proposto le 21:00.

 

saluti

a.

 

 

Qui di seguito il feedback mio, di Simona, di Giampaolo ed il commento di Enzo, sulla serata di giovedì.

 

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Andrea Andreoli

Ciao,
la riunione di ieri ha preso un taglio differente da quello per cui era stata pianificata, ma è stata davvero molto interessante. Amaramente, ci ho messo tre quarti d'ora ad accorgermi che non stava registrando, per cui il video c'è solo per la parte finale.

Dopo i vari argomenti più genericamente "Eumans" di cui ci ha parlato inizialmente Simona, la discussione è partita dall'appello di Věra Jourová sulla necessaria trasparenza sugli algoritmi usati. Abbiamo cercato di capire quanto ci sia di auditabile nei meccanismi ad oggi utilizzati per il targeting di ads e contenuti (risposta breve: qualcosa, ma mica tutto).

Si è parlato di quali funzioni avrebbe senso collegare al concetto di interoperabilità, chiarendoci che oltre alla via - già di per sé non agevole - di rendere interoperabili i servizi nella loro interezza, si profila la possibilità di attivare funzioni interoperabili all'interno dei servizi, il che darebbe all'utente un maggior grado di libertà, pur restando sulla piattaforma originaria. Gli esempi fatti hanno riguardato la possibilità di scegliere, dall'interno di un social network, un motore di targeting piuttosto che un altro; oppure un sistema di content filtering piuttosto che un altro.

Ho poi tirato fuori ancora il punto sulla gestione distribuita delle identità (punto ispirato alle soluzioni di Self Sovereign Identity): mi interessa approfondirlo perché ritengo sia legato al concetto stesso di interoperabilità, per esempio laddove sia chiaro che due account su due piattaforme differenti appartengono alla stessa persona. In qualche modo dovranno pur trovare un indirizzamento.


In conclusione, sempre nell'obiettivo di contattare altre realtà europee attive sull'argomento, a mio parere emerge una forte necessità di scrivere una seconda draft ben più estesa, che non rappresenterà in alcun modo un documento definitivo, ma che dovrebbe consentire di approfondire adeguatamente i vari spunti presenti. Su quest'ultimo punto non c'era per la verità molto accordo, l'alternativa essendo un lavoro calato su pochi punti, in modo che sia possibile metterli bene in chiaro. Le due cose non mi sembrano incompatibili, forse bisogna prevedere due situazioni parallele.

Comunque, sul fatto che la comunicabilità dell'iniziativa sia davvero cosa complessa abbiamo convenuto tutti. 


Non ho preso grandi appunti, quanto sopra è quello che mi ricordo, pls integrate le lacune che ho lasciato. 


grazie e saluti a tutti

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giampaolo ferradini

Grazie per il riassunto Andrea, direi molto fedele. Aggiungo due piccole cose.

Un tema che abbiamo brevemente discusso, e che ricordo perché mi sembra importante (varie fonti comunque lo tirano fuori spesso) è la proprietà dei dati.
Il passaggio alla proprietà personale consentirebbe di scegliere a chi darli e in cambio di che cosa. Ad esempio darli a certi pubblicitari e non ad altri, o scegliere che cosa possono sapere e cosa no.

Aggiungo che il discorso di poter scegliere assomiglia a quanto è successo sui browser grazie all'intervento dell'Antitrust Europeo di qualche anno fa: ha obbligato i produttori ad offrire la scelta del motore di ricerca, che prima non esisteva.

Ciao a tutti!
Giampaolo

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simona bonfante

Nonostante Andreoli, è stata una riunione intensa e persino divertente. Aggiungo al report l’indicazione di Gianpaolo - da me condivisa - di scomporre il concetto di interoperabilità in obiettivi mirati e riconoscibili dalle persone/organizzazioni - la già citata proprietà dei dati, i media, la privacy, la concorrenza, la AI, la democrazia…la lista è sterminata.
Ciascuno di questi single issue ci consente di declinare il concetto astratto/tecnico di interoperabilità in cose che hanno un senso cogente e comprensibile per chi si occupa di quel single issue, quindi di intercettare e far convergere organizzazioni diverse concentrate su temi specifici. Ricordo che l’obiettivo politico è mobilitare i cittadini europei, non scambiare bibliografie accademiche.
Richiesta ulteriore @Andreoli: condividi questa esperienza, il report, la discussione in corso sui siti Alcuore/eumans. Finché rimane una discussione privata, ci priveremo di quello che più ci serve: la passione degli attivisti.
S.

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Enzo Gravina

Ciao a tutti
Grazie Andrea del riassunto (la registrazione monca la trovo su cuore?) 
 
e scusate se sono sparito, sono impegnato nella stesura di un progetto e ho poco tempo ma soprattutto poca testa. La buona notizia: il progetto è su sanità digitale e la parola chiave anche per AGID è "interoperabilità"; come dire: c'è una sensibilità diffusa sulla necessità di creare sistemi aperti. nel caso di sanità digitale è una questione di efficienza e soprattutto di fattibilità ed urgenza (ed è anche il succo dell'articolo nell'elenco di Andrea); nel caso nostro è questione di democrazia, libertà di espressione e diritto alla conoscenza.

a proposito di "trasparenza sugli algoritmi":
Non ho sentito l'appello della commissione, ma già dalla lettura di Stasi è chiaro che la trasparenza degli algoritmi è la questione centrale.
Se fosse data all'utente la possibilità di scegliere motore di targeting e sistema di content filtering (strada maestra per ora mi pare), dovrebbe sapere le differenze tra le varie offerte, e quindi TRASPARENZA DEGLI ALGORITMI.

mi sono chiesto, se la cosa è stata vista dal punto di vista gdpr:
le piattaforme attuano legittimamente il trattamento anche con algoritmi sulla base dell'art. Articolo 22 "Processo decisionale automatizzato relativo alle persone fisiche, compresa la profilazione", 
che in linea generale lo vieta a meno di espresso consenso dell'interessato (paragrafo 2 lettera c).
Consenso che l'utente di una piattaforma da al momento della registrazione.

ma, e questo è il punto, l'Articolo 15 (Diritto di accesso dell'interessato) dice, che l'interessato ha comunque il diritto di ottenere (paragrafo 1)  le seguenti informazioni: 
h) l'esistenza di un processo decisionale automatizzato, compresa la profilazione di cui all'articolo 22, paragrafi 1 e 4, e, almeno in tali casi, informazioni significative sulla logica utilizzata, nonché l'importanza e le conseguenze previste di tale trattamento per l'interessato.

(il concetto è ribadito al Considerando 9: ... Ogni interessato dovrebbe pertanto avere il diritto di conoscere ... logica cui risponde qualsiasi trattamento automatizzato dei dati e, 
almeno quando è basato sulla profilazione, alle possibili conseguenze di tale trattamento. 

prendendo FB, è soggetto al gdpr e anzi lo promuove qui: https://www.facebook.com/business/gdpr
e sul profilo qui dice come tratta i dati e perchè https://www.facebook.com/privacy/explanation  

gli ho dato una vista un po rapida, ma andrebbe visto in modo approfondito.
ho cercato le parole "profilazione" e "algoritmo" nel testo e non ci sono. 
però parla, SEPPUR sommariamente, del funzionamento delle scelte, e mi era parso di vedere "impostazioni bacheca" ... ma non lo ritrovo
(mi pareva - ma magari è una visione! - di aver letto della possibilità di decidere cosa vedere in bacheca ... scusate soffro di FB-digital-divide!)

LA DOMANDA è: è RISPETTATO IL PRINCIPIO DI CONOSCENZA DI CUI PARLA IL GDPR?
perchè se è rispettato con quello che FB già fornisce (per questo dobbiamo leggerlo!) allora possiamo anche andare a farci una birra.
SE invece c'è altro da sapere sul " logica cui risponde qualsiasi trattamento automatizzato " e sul " possibili conseguenze", allora la via da percorrere è quella del GARANTE e della tempesta di richieste a FB su come e perché ha adottato certe scelte ...

un'ultima cosa, poi torno al mio progetto (e un orecchio al comitato RI!).

nell'elenco dei riferimenti che ci ha inviato Andrea c'è Stefano Quintarelli.
parla soprattutto di webtax (... altro argomento avviato da Cappato), ma nella parte finale dell'intervista https://www.radioradicale.it/scheda/592185/guerra-euroatlantica-sulla-web-tax-e-le-minacce-del-presidente-usa-donald-trump  arriva a parlare di giganti dei web.
mi pare effettivamente un ottimo interlocutore con una visione chiara di quello che sta accadendo e dei rischi 
rispetto alla strapotenza dei social, una cosa interessante: gli usa temono la penetrazione del mercato da parte di TIKTOK (social cinesi)

a presto