LEGALIZZAZIONE DELLA CANNABIS

Tra tutte le battaglie antiproibizioniste, la legalizzazione della cannabis è forse quella che riscontra maggiore popolarità.

I sondaggi mostrano che nella gran parte dei paesi europei l'opinione pubblica è pronta a legalizzare, ma il tema continua a rimanere fuori dall'agenda di partiti e governi.

Cosa accadrebbe però se un milione di cittadini europei si mobilitassero per chiedere alla UE di avviare un dibattito con gli stati membri sulla legalizzazione della cannabis? Davanti a un fatto politico di questo rilievo i governi non poterbbero far finta di niente. Si potrebbe innescare una reazione a catena nella direzione della legalizzione nei vari paesi, facendo magari da apripista per un dibattito sull'antiprobizionismo anche su altre sostanze. Insomma, questo è un lavoro per Eumans.

In più una proposta del genere è già stata lanciata nel 2014 dalla ICE "Weed like to talk", che però fallì nella raccolta firme perché non contava su un'adeguata rete di attivisti in giro per l'Europa. Sappiamo però per certo che un ice simile non verrebbe rifiutata per un problema di competenza, essendoci già un precedente che ha passato il vaglio diammisibilità della Commissione Europea.

Con Marco Perduca abbiamo preso contatto con una rete di attivisti in diversi paesi europei, e intendiamo rilanciare la proposta con un grande meeting a fine mese.

Le premesse per presentare una ice in tempi brevi ci sono tutte, contando stavolta su un capitale umano all'altezza della sfida.

Forse mi convicerai del contrario, ma penso che sia importante che una tale battaglia non diventi un'iniziativa simbolo di Eumans. 

Eumans aspira a diventare un movimento che vuole affrontare i temi chiavi per migliorare la democrazia e il benessere dei cittadini europei. Democrazia, stato di diritto, lavoro, economia, ecologia, migrazione, corruzione, sostenibilita', riforma dell'Europa sono temi assolutamente fondamentali che Eumans deve affrontare.

Penso che sia giusto che Eumans venga identificato come portatore di un pacchetto di riforme di ampio respiro, e che si eviti di bollare Eumans come "quelli che vogliono la cannabis libera". Poi, sul tema, devo studiare ancora molto. 

Potresti segnalare degli articoli da leggere a riguardo?

Penso proprio il contrario, caro Manlio, la battaglia antiproibizionista sulle droghe e a partire dalla cannabis o è TRANSNAZIONALE o rischia di essere inutile.
Eumans dovrebbe innalzare alta la bandiera per la LEGALIZZAZIONE DELLA CANNABIS, documentando i disastri causati dal proibizionismo in maniera scientifica e intraprendendo (attraverso ICE, ma non solo), una campagna paneuropea ed anche transnazionale per la legalizzazione.
Oltre al primario vantaggio, sottolineato anche da chi è in prima linea nella lotta al narcotraffico, di colpire la criminalità organizzata che detiene il monopolio del mercato nero e libero (anche) della cannabis, oltre alla salvaguardia della salute pubblica che si otterrebbe distribuendo cannabis e suoi derivati di qualità, oltre all'effetto dirompente che avrebbe un mercato regolamentato della cannabis rispetto all'economia (parliamo di milioni di euro), qui si tratta di inverire una rotta pericolosissima, quella proibizionista che ha causato e causa ogni giorno danni e costi elevatissimi alla società.
Legalizzare è l'esatto contrario di liberalizzare: ora la cannabis è libera H24, il pane fresco no.
Legalizzare la cannabis significherebbe controllarne la produzione, la distribuzione e il consumo attraverso una normazione tendente alla responsabilizzazione del cittadino, esattamente come per l'alcool, sostanza peraltro molto più dannosa.
Aggiungo che servirebbe anche una campagna di informazione per abbattere la demonizzazione anche culturale che di questa sostanza è stata fatta da un secolo a questa parte.
 

Video

Credo invece che sia un obiettivo game changer, sia dal pdv politico sia dal pdv sistemico.

Ho contribuito alla raccolta firme in Italia per l'iniziativa popolare sulla legalizzazione. C'erano le file ai tavoli. Firmavano medici, poliziotti, nonne con i nipotini di qualunque idea/simpatia politica. Trovi il testo qui. La proposta di legge giace intonsa nei cassetti della Camera dei Deputati.

Una vasta mobilitazione di persone consapevoli della posta in gioco aldilà delle "posizioni" dei partiti politici, consente a Eumans di arrivare a cittadini molto distanti da sé, che certo non avrebbero lo stesso richiamo "popolare" dalla ICE sullo Stato di Diritto - concetto strano da individuare e tradurre nel vissuto delle persone.

La ICE sullo Stato di Diritto qualora mai venisse recepita ed elaborata, determinerebbe sofisticati meccanismi giuridici in tutto simili alle attuali "procedure di infrazione" - cioè avvierebbe un processo giuridico lungo e complesso di cui la quasi totalità dell'opinione pubblica sarebbe del tutto inconsapevole.

Temo non sia granché diverso per la ICE sul Carbon Pricing, mentre sono convinta che un altro game changer sia l'interoperabilità delle piattaforme: anche questa avrebbe una ricaduta immediata e diretta nella vita di milioni di persone, ed effetti di natura sistemica nella vita - anche politica, anche democratica - di tutti gli Stati.

Gli effetti della vittoria contro il pregiudizio proibizionista sono anch'essi diretti e tangibili nella vita delle persone e sistemici nella vita degli stati. Basti pensare alle implicazioni su

- giustizia penale e carceri

- libertà economiche

- entrate fiscali 

- salute pubblica 

Quanto ai limiti d'età, vale per la cannabis quanto vale per alcool e tabacco, cioè la maggiore età.

La ICE non è un articolato di legge, dunque non presuppone di specificare modi e quantità accettate per il consumo e la produzione. Una componente fondamentale però è la liceità regolamentata della coltivazione domestica, oltre ovviamente alla regolamentazione della vendita/distribuzione online e offline e agli standard qualitativi, l'investimento in informazione per il consumo consapevole, e via così. 

La caratteristica di Eumans deve essere la natura popolare - dell'iniziativa e del contenuto dell'iniziativa - e la connotazione politica RADICALE, che vuol dire andare alla radice delle cose, non fermarsi alla comunicazione o alle ragioni di opportunità Ste cose le lasciamo al Pd.

La questione antiproibizionista in generale chiama in causa una visione dell'essere umano e della sua libertà che ritengo centrale nel progetto Eumans.

E' però vero che l'obiettivo della legalizzazione della cannabis -mano a mano che le opinioni pubbliche, i partiti e persino alcuni Governi e Parlamenti lo abbracciano- è sempre meno innovativo e caratterizzante. Per un forza politica "progressista" essere a favore è ormai quasi un obbligo e una banalità. Da questo punto di vista l'osservazione di Manlio è fondata: un qualsiasi partito o movimento politico che mettesse al centro del proprio programma la legalizzazione della cannabis sarebbe stato innovativo 30 anni fa, oggi molto meno (già diverso se si allarga lo scopo e si iniziano a considerare le altre droghe, sia in termini di ricerca scientifica finalizzata a terapie che di consumo "ludico").

Ciònondimeno penso che l'inserimeno nel pacchetto europeo sia importante (e anche Manlio non mi pare contrario), più che per catatterizzare politicamente Eumans, per renderne effettiva ed emblematica l'utilità rispetto a un obiettivo condiviso e popolare ma che spesso rimane incagliato nelle pastoie della politica nazionale (in Itaila e non solo). Oltre a (banalmente, anche qui) poter funzionare da traino per la raccolta firme, può anche far fare un salto di qualità al tema cannabis (e al tema droghe in generale): non più decisioni legata soltanto alla polica nazionale, ma questioni che chiamano in causa principi (diritto alla salute, libertà fondamentali, lotta alla criminalità, fondatezza scientifica della legislazione) che hanno quantomeno anche dei risvolti europei. Spostare la discussione anche su questo piano mi pare già meno banale e più fecondo.

 

 

 

 

 

 

 

 

Marco, rilevo solo che se - cito - "Per un forza politica "progressista" essere a favore è ormai quasi un obbligo e una banalità", beh (quasi) nessuna forza politica progressista legalizza. Trovo questo dirimente.

Inoltre se è vero che - ri-cito -  "un qualsiasi partito o movimento politico che mettesse al centro del proprio programma la legalizzazione della cannabis sarebbe stato innovativo 30 anni fa", il fatto che tutti i partiti politici (tranne Salvini e Bolsonaro) mettano oggi al centro il cambiamento climatico - oggi, non 30 anni fa - non lo trovi altrettanto poco innovativo e altrettanto "poco caratterizzante" per Eumans? 

 

 

Scusate ma nel caldo Agostano mi sono perso questa accesa discussione! 

Aggiungo qualche mia riflessione e un aggiornamento.

Credo che una ice sulla legalizzazione della cannabis sia convincente per due motivi. 

1) Mi pare coerente con uno dei messaggio di fondo di Eumans: dallo stato di diritto alla interoperabilità delle piattaforme, a mio avviso il filo conduttore del pacchetto 2020 sta nel chiedere alle istituzioni di adoperarsi per facilitare la vita dei cittadini, invece di ostacolarla. Il caso del proibizionismo rientra pienamente in questo perimetro: un divieto ideologico che danneggia l'economia e rende i cittadini meno liberi. È un problema di cui occuparci, e se a quanto pare la Commissione riserva una sua competenza sulla regolamentazione della cannabis grazie al principio di non-discriminazione nella tutela dei consumatori, bene farlo attraverso una Ice.

2) Per quanto sia vera l'apparente "banalità" dell'essere a favore della legalizzazione da parte di un movimento "progressista" qualunque, la novità starebbe nel mettere in piedi la mobilitazione di un milione di cittadini europei, uno scossone che innescherebbe inevitabilmente una conseguenza nel dibattito pubblico di ogni paese.

L'aggiornamento è invece questo: habemus la prima riunione (in inglese) del gruppo cannabis! Si terrà lunedì 16 (dopodomani) dalle 21h alle 22h. Chiunque voglia può partecipare a questo link ;)

Ho seguito la riunione di ieri sera, purtroppo con grande imbarazzo. Mi auguro sia stata registrata perché +è stata estremamente utile a comprendere il conrtesto nel quale Eumans immagina di trovare alleati.

Abbiamo dimostrato impreparazione, inconsistenza, velleitarismo. I partecipanti, tra cui una ex MEP greca, erano tutti super sul pezzo del potere brussellese.Hanno contestato la proposta nel merito e nel metodo -con argomenti noti a loro, ignoti a noi.

Incredibile che non si fosse condiviso PRIMA il testo della proposta con i partecipanti alla riunione così come non è ancora stato condiviso nemmeno qui. 

La domanda centrale che è stata sollevata a noi Eumans è:

Ma volete fare comunicazione o volete cambiare le policy europee?

Beh, la nostra proposta di aprire il dibattito pubblico è stata giudicata vecchia e inadeguata e il testo propsoto così general-generico da non voler dire nulla.

Mi dispiace Lorenzo, ma il fatto che il testo sia stato già ammesso in passato dalla Commissione, e che quindi dia la certezza che il tema cannabis riguarda la commissione, NON ha colpito nessuno perché TUTTI i lobbisti che agiscono sulla cannabis lavorano già da anni con la commissione!

I temi vanno approfonditi, studiati, contestualizzati. Questo vale per TUTTE le nostre iniziative. Ci potremmo accorgere tra l'altro di quanto velleitarie possano risultare all'esterno.

Riporto qui alcuni commenti postati nella chat della riunione di ieri:

(...)

I'm looking foward to recieve more information about the prepararion metodology and the potential resouces that can be raised, in Catalonia and Spain we have an stong Cannabis Social Club sceen, but they already fight many wars, so if the proposal is not sexy and there are resources, it wont work. thanks for your work and legalizeit!

(...)

I think it's people lives behind, both behind organization (as Oscar mentioned) and in term of goals... we should take it seriously. And make it properly. And not make people lose time.

(...)

This is typical, but very large, advocacy campaign. To make it successful, many methods of advocacy need to be planned and implemented.

(...)

that's what the EU needs. Citizens proposal to end once for all criminalization of people who use and grow cannabis for personal purposes

La riunione di ieri è stata importante. 

Da una parte ci ha messo confronto con lo scenario in cui ci troveremo sempre più spesso:
- organizzazioni preparate, a cui noi non abbiamo niente da insegnare nel merito dei temi, ma su cui noi possiamo fare da tessuto connettivo politico per aprire la mobilitazione europea. 
- preparare con maggiore cura le riunioni e le interlocuzioni (anche se il testo era stato condiviso prima sia da Perduca che da Lorenzo - ma certamente i materiali preparatori possono essere preparati meglio) 
- Ha dato a Lorenzo come coordinatore un'esperienza di prima mano importante 
- la barriera linguistica è importante: ci abbiamo messo 20 minuti a capirci su alcune critiche all'iniziativa per capire se il problema fosse il testo o la ICE come strumento

Per questa e per le altre ICE (interoperabilitá per esempio) i processi e la concentrazione sono sostanziali. 

Metto qui appunti condivisi anche con Lorenzo, Perduca e Cappato su come procedere. 


Appunti e Feedback Riunione

Qui il testo da cui siamo partiti (quello che era già stato approvato) https://docs.google.com/document/d/1E-bgs01j0sVBHgGLJvpEgpk_8a6RD5aULeuLBz7DPDg/edit?usp=sharing

Alcuni feedback ricevuti

  • il testo è troppo debole e generico per avviare una vera e propria mobilitazione che ambisca a una riforma - Molto vocal in questo senso Kenzi, Oscar e Joana
     
  • Qualcuno ha suggerito di spingere per una vera e propria legalizzazione oppure per la legalizzazione della cannabis terapeutica - ma a questo punto si pone il problema delle competenze. 

    Marco Cappato e Marco Perduca oggi in riunione suggerivano per esempio due vie: farla sul fronte terapeutico e diritto alla salute (aprendo a Ayahuasca e altre sostanze) 

    So che il testo era stato predisposto in modo da "stare nelle competenze", ma vale forse la pena ricordare che con la nuova regolamentazione ICE che entra in vigore dal 1 gennaio sarà possibile avere un back and forth con la commissione sul primo testo. In pratica, dopo che si presenta un testo la commissione lo può rimandare indietro con suggerimenti di modifica. Se a questo si aggiunge la possibilità di gestione del tempo di avvio della raccolta firme ufficiale una volta che il testo viene registrato, potremmo portare il lavoro in pubblico anche in fase di rifinitura e raccontare i vari passaggi per farne in sè iniziativa politica. 
     
  • Siamo stati criticati dal punto di vista organizzativo 
  • Dobbiamo condividere il testo per revisione con altri prima di convocare qualunque altra riunione in modo che possa essere ragionata meglio la richiesta sia nell'obiettivo politico europeo che nelle declinazioni nazionali 
     
  • Dobbiamo condividere in maniera anticipata la mappatura degli stati membri in cui possiamo avere una presenza 
     
  • Dobbiamo mostrare di avere un quadro più preciso delle risorse umane, economiche e politiche necessarie per avviare l'iniziativa 

Prossimi passaggi 

1) Rendere pubblici questi appunti su Cuore - è importante che tra i nostri attivisti dobbiamo raccontare come procede il dialogo europeo e anche le limature politiche e di metodo che questo tipo di confronti creano. 

2) Invitare Oscar a essere il relatore internazionale al Salone della Canapa a Milano e magari discutere con lui delle competenze e delle diverse angolazioni. usare dunque il salone della canapa stesso per allargare il "tavolo" di lavoro invece che presentare la ICE. 

2) Creare un file del testo su cui invitare i partecipanti alla riunione di ieri a portare feedback e integrazioni e obiezioni (sia Europee che di situazione dei diversi stati nazionali)

3) Verificare le obiezioni con gli estensori della ICE versione 1.0 per capire perché non furono inserite in prima stesura 

(#2 e #3 da fare magari con un prototipo di forum dedicato in inglese) 

4) Fare un giro di telefonate 1 a 1 con i diversi partecipanti alla riunione di ieri per andare in profonditá di analisi 

5) Creare un "Pacchetto di materiali informativi" con il testo della nuova versione, la mappatura dei paesi, il budget necessario per la campagna o per lo meno il suo avvio


 

Aggiungo qualche precisazione a freddo, anche per fare chiarezza rispetto alle obiezioni di Simona.

Premetto di aver sbagliato nella preparazione della riunione. Non avevo previsto il tipo di obiezioni allo scopo del testo, in particolare provenienti dal gruppo spagnolo che ha giudicato troppo generico l’obiettivo di una legalizzazione della cannabis nell’UE. E’ mancato anche un supporto argomentativo al contenuto della nostra proposta da parte dei francesi, che sono in effetti quelli che hanno scovato il testo per primi: questo non vuol essere un alibi quanto un monito per imparare a coordinarsi meglio in vista delle prossime riunioni, magari ripartendo preventivamente con altri partner i punti all’ordine del giorno.

Da parte mia posso solo aggiungere che questo tipo di errore non si ripeterà più, soprattutto dopo essermi reso conto di cosa vuol dire gestire una riunione con un gruppo così eterogeneo di attivisti internazionali. 

Per rimediare alla confusione, abbiamo scritto con Virginia una mail di recap che spiega l’obiettivo del testo proposto, e al contempo chiarisce che si tratta di un punto di partenza perfettibile.

E’ importante però chiarire che il testo era stato già condiviso con tutti i partecipanti, insieme a delle slide riassuntive: aggiungo entrambi i documenti qui in allegato, spiacente di non averlo fatto prima. Alcune organizzazioni avevano persino menzionato l’iniziativa nel loro blog, citando il testo. 

Proprio perché c’era un dislivello di fondo tra chi aveva già letto e chi no, c’è stato qualcuno che nella riunione ha chiesto di andare dritti alla presentazione delle organizzazioni, invece di soffermarsi sull’esposizione del testo. Ecco perché credo che uno degli errori di fondo sia stato convocare una riunione estesa a tutti senza prima sentire i singoli gruppi nazionali e ascoltare da loro le specifiche considerazioni. Mi sto facendo carico di ripartire da qui, contattando singolarmente i partecipanti prima di riproporre un meeting generale.

Nel merito dell’iniziativa il mio punto di vista è molto semplice, cerco di argomentare qui più chiaramente che nella riunione: l’obiettivo della ICE proposta di “creare una mappa legale omogenea delle politiche sulla cannabis in europa, attraverso un’armonizzazione delle legalizzazioni nazionali” (in altre parole: legalizzare la cannabis per tutti i suoi propositi in tutto lo spazio UE), mi pare molto più d’impatto nell’ottica di raggiungere un milione di firme. Altre opzioni, come quelle suggerite da alcuni, di circoscrivere l’iniziativa alla decriminalizzazione o alla cannabis medica, a mio avviso indebolirebbero l’iniziativa e il suo potenziale bacino di firmatari.

Ma potrei sbagliarmi, naturalmente. Discutiamone tra noi, e discutiamone con loro: lungi da me voler arrivare con una proposta chiusa da prendere o lasciare!

Ottimo programma, Mineus. Abbiamo imparato tutti da questa esperienza.

Anch'io credo che la sola depenalizzazione o la sola legalizzazione terapeutica siano obiettivi troppo minimi.

Non so se armonizzare le policy in Europa basti a determinare una legalizzazione generalizzata, dal momento che allo stato attuale non c'è un solo paese europeo in cui sia legale - che io sappia. 

Mi riserverei di fissare l'obiettivo dopo l'approfondimento con gli interlocutori europei ed eventuali ulteriori valutazioni.

A questo riguardo, oltre alla nazionalità di provenienza di queste associazioni con cui dialoghiamo, serve capire anche chi sono e per conto di chi operano. 

Se non sono gruppi politici, sono gruppi lobbistici e qualcuno li finanzierà. Se capiamo i loro interessi, capiamo anche come farli convergere con i nostri. 

Sarebbe utile se potessi condividere anche la mail che avete mandato loro, in modo da mantenerci tutti allineati.