L'illusione del metodo Ursula

Registro una diffusa convergenza verso il metodo Ursula. Credo sia illusorio credere che un patto per il potere possa diventare un accordo politico - i cui potenziali contraenti condividono sì una cosa, il metodo anti democratico.
Ne ho scritto su Gli Stati Generali senza neanche troppo infierire.

Simona Bonfante ci costringe a un sano bagno di realismo. L'accordo che ha portato Ursula von der Leyen alla Presidenza della Commissione europea è un accordo di potere, stipulato da Governi nazionali ampiamente responsabili della erosione dello Stato di diritto a livello nazionale e anche a livello europeo. Il "metodo Orsola" -cioè la trasposizione italiana di un accordo quantomeno tra M5S e Pd effettuato in nome del comune sostegno a von der Leyen- rischierebbe di essere solo un accordo di potere al quadrato, cioè che usa le convenienze dei governi nazionali per legittimare le convenienze di partiti che preferiscono evitare il ricorso alle urne.

La dura realtà non deve impedirci di usare a nostra volta quanto di buono questa nuova situazione offre. Ho già sottolineato come i temi che von der Leyen ha messo al centro del suo discorso al PE coincidono con alcune delle massime urgenze di una politica che abbia l'ambizione di andare alla radice dei problemi dei quali vogliamo occuparci anche come Eumans: Stato di diritto, riscaldamento globale, partecipazione, rivoluzione tecnologica e intelligenza artificiale, immigrazione. Sono questi degli "specchietti per le allodole", cioè semplicemente delle coperture per una politica europea in crisi di credibilità? Sono certamente anche questo. Ma in politica anche le parole sono importanti, e dare importanza alle parole di von der Leyen è nel nostro interesse.

Non sto suggerendo che la soluzione a tutti i problemi sia arrivata, e che null'altro rimanga da fare che fare il tifo per Ursula e per Orsola, aspettando che siano loro a sistemare le cose. Credo invece che ci sia da agire con ogni mezzo (di mobilitazione nonviolenta, di iniiziativa popolare, di azione giudiziaria,...) per inchiodare Ursula (ed eventualmente persino Orsola) alle proprie promesse, per quanto strumentali fossero, o -se volete vederla dall'altra parte- per affrancarsi almeno in parte dalle dinamiche che ne hanno determinato la nomina.

La realtà non soltanto ha più fantasia di noi, ma può averne di più anche degli accordi di potere. Perché poi ci sono anche le persone, potenti inclusi, con il loro carico di speranze e convizioni. Cercare di tirare fuori il meglio dal potere mi pare anche un principio cardine della lotta nonviolenta, di chi non vede mai nemici assoluti da distruggere e trova sempre persone da convincere.