Lottare per un’Europa federale: con chi e per quale Federazione?

Eumans è un progetto che mi ha incuriosito sin dalle prime fasi di formazione, anche se rimanevano in me molte perplessità. Perplessità che sembrano concretizzarsi nelle proposte che restano da elaborare.
Partiamo dal principio. Marco ha avuto una grande intuizione: l’Europa intergovernativa non potrà mai modificarsi e trasformarsi in una struttura federale, come noi desideriamo, se non vi sarà un movimento federalista paneuropeo alla base, che parta direttamente dai cittadini. L’esempio che Marco ha più volte fatto, è stato Macron, che si è dimostrato incapace di affrontare la questione  ambientale e migratoria, in quanto costretto ad affrontare i due temi in chiave nazionale e non europea, nonostante il suo ostinato europeismo. Da ciò ha origine il mio interesse nel progetto: Eumans può essere il punto di partenza per costruire un dibattito pubblico europeo, che al momento è inesistente anche durante la campagna elettorale delle elezioni europee. Per questo ritengo le due proposte già formulate essenziali: si dimostra quanto l’Unione europea possa rivelarsi utile nell’affrontare questioni importanti e trasversali come quella ecologica e quella dello Stato di diritto. Tuttavia riscontro gravi problemi e criticità nell’elenco delle proposte da formulare (mi riferisco a queste https://www.alcuoredellapolitica.net/noi-eumans) fondamentalmente per due ragioni.
Partiamo dal presupposto che Eumans vuole essere un movimento paneuropeo e federalista, che parte dalle proprie proposte per convincere i cittadini europei della necessità di un’Europa adeguata alle sfide presenti e future. Detta questa premessa, mi pare ovvio che Eumans dovrebbe coinvolgere un fronte trasversale che va dal centrodestra al centrosinistra. Inserire fra i propri obiettivi questioni etiche e libertà civili, escluderebbe dal movimento federalista paneuropeo i cristiani ed i conservatori, alimentando la già esistente divisione fra progressiti europeisti e conservatori sovranisti. Una federazione non potrà mai nascere senza la partecipazione dei conservatori e del centrodestra europeo.
La seconda criticità si ricollega alla stessa idea di Federazione: una legge federale sul fine vita significherebbe che nessuno stato nazionale avrebbe la possibilità di decidere sul tema, in base al sentimento e all’etica della propria popolazione. Oltretutto equivarrebbe ad un criterio di ingresso (se non accetti l’eutanasia, non puoi far parte del club). La Federazione europea non può e non deve avere uno Stato centrale più forte di quello statunitense, sia per ragioni storiche e culturali (sarebbe intollerabile per la maggior parte degli europei), sia perché rischierebbe di creare ancora più burocrati e dipendenti statali, senza che siano veramente utili. Questo è evidente nella proposta di sussidio di disoccupazione europeo: ne abbiamo davvero bisogno? Sarebbe più efficace dei sussidi nazionali? Perché mai? Ma soprattutto, perché un tedesco dovrebbe pagare un disoccupato italiano, che si trova senza lavoro a causa delle disastrose politiche economiche di uno Stato verso cui il tedesco non ha alcuna responsabilità? 
Con questo commento spero di stimolare un dibattito su quali siano le prerogative che uno stato centrale deve avere in una Federazione europea e su quali forze politiche debbano essere coinvolte per costituirla.

 

Scritto da Damien Hellier e condiviso da Luca Donghi.

Proposta di bandiera per un’Europa federale