L'unione europea e il decreto di sicurezza.

Uno degli obiettivi di questo movimento è il rispetto dello stato di diritto all'interno degli stati membri.

Sappiamo che oggi di fronte a paesi come la Polonia e Ungheria è stato difficile adottare misure all'altezza del problema. Diversi articoli del giornale francese Le Monde ne sono la prova.

A proposito dell'assenza di stato di diritto in Polonia e Ungheria (07/06/2017) https://www.lemonde.fr/idees/article/2018/06/07/la-ou-s-abime-la-democratie_5311194_3232.html

A proposito della procedura senza precedenti contro il governo polacco 20/12/2017) https://www.lemonde.fr/europe/article/2017/12/20/l-europe-declenche-une-procedure-sans-precedent-contre-le-gouvernement-polonais_5232406_3214.html

A proposito dello stato di diritto e dell'incapacità di sanzionare la Polonia e l'Ungheria (19/09/2018) https://www.lemonde.fr/europe/article/2018/09/19/etat-de-droit-une-procedure-article-7-symbolique-mais-quasi-inapplicable_5357222_3214.html

Sicuramente sono i due paesi di cui si parla di più a questo proposito ma non sono i soli i cui governi prendono misure contrari a trattati e convenzioni europee.

Un esempio concreto ed attuale è senza ombra di dubbio il decreto di sicurezza applicabile in Italia da novembre 2018. Questo vieta a chi risiede in Italia da più di 60 giorni di guidare veicoli con targa straniera sanzionandoli con sequestro veicolo e multa.  

Misura che sembra andare assolutamente contro i principi dello spazio Schengen e di libera circolazione. In questi casi l'unione europea sembra poter giocare un ruolo importante di salvaguardia dei principi stabiliti dopo la seconda guerra mondiale contro le misure arbitrarie di politiche interne.

Caso di un italiano alla guida dell'auto di sua moglie tedesca.   https://bari.repubblica.it/cronaca/2019/07/14/news/decreto_sicurezza_prof_barese_guida_l_auto_della_moglie_tedesca_i_vigili_la_sequestrano-231188068/?refresh_ce

La commissione è stata avvisata e ha contattato il governo italiano che dovrebbe prendere misure. In allegato le discussioni con la commissione e con l'eurodeputato Herbert Dorfmann.

Malgrado gli sforzi e le risposte, la procedura della commissione europea sembra essere ancora troppo lenta e troppo complicata per poter essere diffusa e "normalizzata".

Un esempio che vuol ricordare l'importanza del ruolo che potrebbe giocare l'unione europea e l'iniziativa cittadina al servizio dello stato di diritto. Sottolinea anche l'inazione di fronte al decreto di sicurezza a livello nazionale che nel suo insieme sembra infrangere più principi malgrado una petizione d'iniziativa cittadina https://www.change.org/p/no-al-decreto-sicurezza-bis-rischio-dittatura-quirinale-montecitorio-senatostampa

Che azione potrebbero essere proposte contro un tale decreto? Ci vorrebbe forse una forza più organizzata e centrale di iniziative cittadine? Una forza politica pro europea in Italia? Un obiettività nei discorsi politici? Un entità di controllo costante sulle informazioni divulgate durante il periodo elettorale?