Nuovo Governo? Che sia nel segno della democrazia

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Mentre si dà il via a un nuovo governo con l’accordo raggiunto tra Movimento 5 Stelle e Partito Democratico, non è azzardato prevedere un cambio di passo rispetto ad alcune politiche della maggioranza giallo-verde.

Grandi temi come ambiente e diritti civili, passati sotto silenzio o al peggio divenuti terreno di scontro nell’esecutivo precedente, potrebbero tornare al centro di nuove intese tra le due forze politiche, che, almeno sulla carta, presentano non trascurabili punti di contatto.

C’è tuttavia un'altra e fondamentale questione che dovrebbe interessare i potenziali partner di governo: la riforma della democrazia. In tanti gridano al rischio di un crollo delle democrazie occidentali di fronte all’avanzata di populismi e nazionalismi, o a causa dello strapotere economico e geopolitico di potenze autoritarie come Cina e Russia. Eppure il pericolo esiste davvero: se altri modelli di governo si dimostreranno più efficaci del nostro nell’affrontare le grandi sfide del nostro tempo - si pensi all’emergenza climatica o allo sviluppo tecnologico - la possibilità che la democrazia liberale diventi obsoleta si farà presto concreta, a meno che non ci dotiamo degli anticorpi necessari.

Proprio per far fronte a questo pericolo e ridare vigore alla democrazia, gli Stati Uniti si sono fatti di recente promotori di una straordinaria riforma.

Subito dopo la vittoria delle elezioni congressuali di medio termine, i democratici americani hanno ottenuto l’approvazione in Congresso del “For the people act”. Dai limiti ai finanziamenti privati per le campagne elettorali, alla ridefinizione in senso più equo dei confini per i collegi elettorali, a una generale espansione dei diritti di voto, questa legge è intervenuta a correggere i problemi strutturali della democrazia americana.

E in Italia? Per un governo che già sembra autodefinirsi “di novità”, sarebbe un segnale forte che il primo provvedimento approvato al suo insediamento fosse simile al for the people act. Del resto, sarebbe paradossale che due forze politiche che da un lato si rifanno ai valori democratici nel nome di partito (PD), e dall’altro ne hanno da sempre fatto una bandiera politica (M5S), tenessero fuori dall’agenda la grande urgenza di riformare la democrazia!

Naturalmente il contesto democratico italiano non presenta le stesse caratteristiche di quello americano, ma vi sono comunque delle enormi violazioni alle regole della democrazia liberale su cui urge intervenire con una legge. Occorre infatti smantellare le disposizioni elettorali che negano la libertà di voto ai cittadini e ostacolano la presentazione di nuove liste; tornare a garantire a tutti i partiti un eguale accesso agli spazi di informazione pubblica attraverso le tribune elettorali; rimuovere le discriminazioni sull’accesso dei cittadini ai diritti politici per l’attivazione di referendum e leggi di iniziativa popolare.
 

Ma, se si vuole davvero ridare linfa alla democrazia, al giorno d’oggi difendere il rispetto dello stato di diritto non basta più. Occorre introdurre forme innovative di democrazia da affiancare al nostro sistema rappresentativo basato sulle elezioni. Come dimostra la crisi di governo italiana, affidare esclusivamente alle elezioni le scelte politiche di un paese sta diventando insostenibile e schizofrenico. Con un consenso elettorale sempre più volatile e a breve termine, partiti e leader politici non si fanno scrupoli nel mettere in secondo piano l'interesse generale pur di accaparrarsi più voti: fino in alcuni casi ad invocare le elezioni anticipate  al primo momento opportuno, in barba alla stabilità nazionale.

Ecco perché in tutto il mondo stanno sperimentando modelli democratici basati sul sorteggio: assemblee di cittadini estratti a sorte che, liberi da vincoli di partito e affiancati nel dibattito da esperti,discutono ed elaborano proposte su temi specifici, potendo guardare a soluzioni di lungo termine senza la pressione di doversi far rieleggere. Da ultimo la Francia lo sta facendo sul cambiamento climatico, tanto per fare un esempio.

Il primo appello per istituire finalmente le prime assemblee di sorteggiati in Italia è stato lanciato da Eumans, Oderal e Democrazia Radicale, e può essere letto e firmato qui.

Ricapitolando, ogni democrazia che voglia salvare se stessa e compiere un salto di qualità verso un metodo di governo che migliori la vita per i cittadini del 21esimo secolo, oggi deve: i) ripristinare il rispetto per il diritto e la legalità democratica, spesso violata dalle istituzioni stesse; ii) modernizzarsi e trovare modalità di espressione adeguate al nostro tempo.

Poiché abbiamo a cuore le sorti della democrazia anche in Italia, il nostro appello al governo che verrà è proprio di avviare una stagione di riforme incardinata su queste due linee direttrici.