Primi spunti di riflessione sul significato politico e giuridico della ICE Ru

Qualche spunto da Giulia Crivellini - coordinatrice di questa iniziativa

 

In sintesi, il quadro attuale sul rispetto dello Stato di diritto nell'Unione si muove oggi su queste traiettorie:

- Progetto di legge votato dal Parlamento europeo:

La finalità è quella di introdurre un meccanismo che permetta di proteggere il bilancio dell'Unione europea nel caso di violazioni generalizzate dello Stato di diritto in uno o più Stati membri.

Tale meccanismo permetterebbe alla Commissione europea di sospendere o addirittura di annullare i pagamenti previsti dai Fondi europei agli Stati membri che non applicassero la regola dello Stato di diritto (salvo decisione contraria del Consiglio presa a maggioranza qualificata). Nello specifico, a seconda della gravità della violazione dello stato di diritto, la Commissione può decidere di emanare quattro diversi tipi di sanzioni: sospensione degli impegni, interruzione dei termini di pagamento, riduzione dei prefinanziamenti, sospensione dei pagamenti.

I casi in cui sarebbe consentito procedere includono diverse ipotesi, che - correggetemi se dico fesserie - mi sembrano ad una prima analisi più ampie e/o diverse da quelle di cui all'articolo 7)...vi sono infatti ipotesi, ad esempio, in cui è considerata violazione dello Stato di Diritto quella in cui uno Stato non combatta efficacemente corruzione e frodi.

- Procedura ex articolo 7:

La procedura dell’articolo 7 del Trattato prevede due meccanismi: uno per le misure preventive, se c’è un chiaro rischio di violazione dei valori UE, e uno per le sanzioni, se la violazione è avvenuta. Le sanzioni possono includere la sospensione del diritto di voto a livello del Consiglio dell’Unione europea e del Consiglio europeo. In entrambi i casi la decisione finale spetta ai rappresentanti degli Stati membri nel Consiglio europeo, ma il quorum è diverso a seconda della situazione. Per quanto riguarda il meccanismo preventivo la decisione in seno al Consiglio richiede la maggioranza dei quattro quinti degli stati membri, mentre in caso di violazione è necessaria una decisione all’unanimità dei capi di stato e di governo (questo è il punto dolente per cui il meccanismo difficilmente può funzionare, soprattutto in caso - come quello attuale - in cui ad essere sotto procedura ex art. 7 sono 2 Stati membri, Ungheria e Polonia).
 

Sono molto molto interessanti gli effetti che la procedura articolo 7 produce-può produrre a livello di intercorconnessioni tra Stati, tra cui ad esempio: la decisione del Consiglio sul mandato d'arresto europeo prevede già che, nel caso di attivazione dell'art. 7 del Trattato, uno Stato membro possa rifiutare di riconoscere delle misure nazionali nel campo penale (per esempio, l'estradizione di un cittadino polacco); il diritto di asilo potrebbe essere riconosciuto ad un cittadino polacco che ne facesse domanda e che potesse dimostrare di averne diritto.

- ICE:

punta su monitoraggio, irrobustendo il momento di "prevenzione". E se ho ben capito contiene anche un pacchetto che rafforza la promozione dei diritti dei cittadini europei, lato giustizia e Agenzia diritti umani. Ma su questo mi riservo di studiarmela meglio (a proposito...abbiamo un testo integrale della proposta?).

Questi tre meccanismi, come diceva Marco, sono assolutamente complementari tra loro. Anzi, a volte, uno (Pdl a PE) fa sì che l'altro (articolo 7) non muoia o non venga vanificato dal voto all'unanimità.

In questo la forza dell'ICE sta nel "trasporre" un'urgenza oggi trattata solo nelle sedi istituzionali (proposta di legge PE e articolo 7 Consigli) nella vita delle persone. Creando dibattito diffuso, mobilitazione, consapevolezza e conoscenza.

 

Questa, al di là delle firme, è la sfida più importante davanti, a mio avviso.

 

Penso occorra partire dal lavoro delle interlocuzioni e creazioni di reti, e far seguire comunicazione chiara ed efficace, anche attraverso storie e testimonianze.