Proposta di legge per l'assemblea cittadina sul cambiamento climatico

PROPOSTA DI LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE

 

 

Art. 1. 

 

1. Sono istituite le “Assemblee dei cittadini” quali strumenti democratici a disposizione di Parlamento e Governo, anche su richiesta di associazioni e gruppi di cittadini, per il coinvolgimento diretto dei cittadini nella deliberazione su temi di interesse pubblico e generale.

 

Art. 2. 

 

1. L’obiettivo di ciascuna Assemblea consta dell’elaborazione e stesura di proposte di legge, moniti e raccomandazioni su una o più questioni di interesse pubblico, che sono in seguito oggetto del vaglio del soggetto committente l’Assemblea; il Parlamento o il Governo. Il soggetto committente deve esplicitare in via preliminare all’avvio dell’Assemblea le proprie intenzioni circa la presa in carico dei risultati dell’Assemblea e la loro responsabilità. 

2. L’Assemblea può essere chiamata a discutere su una materia o singola questione sottoposta ai referendum previsti dalla Costituzione. In tal caso, è compito dell’Assemblea elaborare un rapporto finale congiunto che presenti i principali aspetti del quesito referendario ed esponga le ragioni principali per il voto a favore e quelle per il voto contrario all’oggetto in questione. La dichiarazione viene resa pubblica ed accessibile a tutto il corpo elettorale.

 

Art. 3.

 

1. I membri di ciascuna Assemblea, salvo eccezioni previste dalla legge, sono cittadini selezionati con campionamento casuale su tutta la cittadinanza in possesso dei requisiti per far parte dell’elettorato attivo della Camera dei Deputati, cui si aggiungono i cittadini a partire dai sedici anni. 

2. Il campionamento casuale dei cittadini segue il rispetto del principio di equilibrio tra le categorie interne ai seguenti criteri:

  • sono criteri imprescindibili: il rapporto paritario di genere, quattro fasce di età a partire dai sedici anni, la residenza nell’Italia settentrionale, centrale, meridionale, insulare;

  • sono criteri rilevanti il livello di istruzione, la categoria professionale o il livello di reddito, la residenza capoluogo/provincia;

  • almeno un cittadino proveniente da ciascuna Regione e dalle due Province autonome di Trento e Bolzano.

3. La gestione del campionamento casuale è affidata al Ministero dell'Interno, che provvede ai relativi oneri con le risorse disponibili a legislazione vigente sul proprio bilancio.

 

Art. 4. 

 

1. Per ciascuna Assemblea, viene costituito un Segretariato. Il Segretariato è nominato dalle organizzazioni e associazioni che promuovono l’Assemblea e da rappresentanti delle istituzioni dell’istituzione committente, Parlamento o Governo, con parità numerica tra le due parti. O, in alternativa, dal CNEL, cui viene affidata dal Parlamento o Governo l’organizzazione dell’Assemblea.

2. Il Segretariato è composto da una componente fissa, rappresentata da accademici e esperti di democrazia partecipativa e delle tematiche affrontate in Assemblea, e da una componente variabile che consta di un numero di cittadini membri dell’Assemblea sorteggiati con cadenza frequente e regolare ad integrare il Segretariato. Il Segretariato si compone di quest’ultima componente variabile a partire dalla prima sessione di lavori dell’Assemblea. 

3. Compito del Segretariato è il coordinamento generale dell’Assemblea nonché la definizione dettagliata delle caratteristiche dell’Assemblea quali composizione interna, durata, frequenza degli incontri, fasi del processo, selezione degli esperti, selezione di una agenzia specializzata nella gestione e moderazione di processi partecipativi, scelta e definizione dei criteri per il campionamento casuale dei cittadini.

 

Art. 5.

 

1. Gli incontri delle Assemblee si tengono nel fine settimana ed hanno luogo a Roma, presso Villa Lubin, attuale sede del CNEL, che la mette gratuitamente a disposizione, limitatamente ai giorni e agli orari di attività delle Assemblee.

 

Art. 6. 

 

1. Le Assemblee si compongono di alcune fasi interne dedicate alla conoscenza reciproca tra i membri, alla formazione sulle materie oggetto dell’Assemblea, all’ascolto delle istanze provenienti dalla società e, infine, alla deliberazione finale. 

2. Partecipano ai lavori dell’Assemblea nelle fasi formative esperti e professionisti nei campi oggetto delle Assemblee. Gli esperti sono selezionati dal Segretariato con processo pubblico e trasparente, sulla base della loro maturata esperienza, dimostrata oggettività e serietà, capacità comunicativa chiara e semplice, ampia disponibilità. Spetta al Segretariato il compito di assicurarsi che vengano presentate in Assemblea dagli esperti, in misura paritaria, un numero quanto più vasto possibile di posizioni e orientamenti sul medesimo tema.  

3. Si tengono pubbliche audizioni in Assemblea di parti sociali, comitati e associazioni, che ne abbiano fatto previa richiesta formale da sottoporre al Segretariato. Il Segretariato valuta le candidature e procede alla selezione con processo pubblico e trasparente, nel rispetto del principio di equilibrio tra le posizioni avanzate. 

4. Il sito dell’Assemblea contiene una sezione appositamente dedicata all’invio di contributi, presentabili in forma scritta all’Assemblea da qualsiasi cittadino o organizzazione. Tutti i contributi e le proposte sono raccolte dal Segretariato e pubblicate con cadenza regolare sul sito dell’Assemblea e distribuite ai membri di questa. 

 

Art. 7.

 

1. I lavori delle Assemblee sono diretti e coordinati a turno da un Presidente scelto dal Segretariato tra i suoi membri esperti.  

 

Art. 8. 

 

1. A partire da tre mesi dall’approvazione della presente Proposta di legge, viene avviato il processo per l’istituzione di un'Assemblea dei cittadini sul tema della crisi climatica e della transizione energetica. L’obiettivo dell’Assemblea consta della formulazione di raccomandazioni, moniti o normative per governare le emergenze climatiche e in favore della salvaguardia dell’ambiente. 

 

Art. 9.

 

1. L’Assemblea sul tema della crisi climatica e della transizione energetica si compone di un numero di membri compreso tra i 150 e i 250 cittadini scelti con campionamento casuale su tutto il territorio nazionale partendo dalle liste elettorali.

 

Art. 10. 

 

1. La fase interna all’Assemblea sul tema della crisi climatica e della transizione energetica è preceduta da un’ampia fase di consultazione online sul sito dell’Assemblea o su piattaforma ad hoc aperta a tutti i cittadini, deputata alla definizione delle priorità sulle quali dovrà esprimersi l’Assemblea. 

 

Art. 11.

 

1. La durata complessiva dell’Assemblea sul tema della crisi climatica e della transizione energetica è pari a sei mesi. Gli incontri si tengono con cadenza bisettimanale. 

2. Trascorsi i primi tre mesi, hanno luogo incontri di confronto aperti al pubblico tra i membri dell’Assemblea, cittadini, comitati, associazioni e movimenti sociali.

 

Art. 12.

(Copertura finanziaria)

 

1. La legge riconosce al Segretariato i fondi necessari all’adempimento dei suoi compiti e al coordinamento generale delle Assemblee. 

2. Ai membri delle Assemblee, ai componenti del Segretariato e agli esperti non spetta alcun compenso né indennità. Il Ministero dell’Interno provvede al rimborso delle spese di viaggio e alloggio con le risorse disponibili a legislazione vigente sul proprio bilancio.

 

Art. 13. 

(Informazione)

 

  1. Tutte le sedute delle Assemblee sono pubbliche e trasmesse in streaming sul sito dell’Assemblea. 

  2. Il servizio pubblico è chiamato a coprire e diffondere i lavori delle Assemblee e ad informare sullo svolgimento di queste i cittadini attraverso tutti i canali a sua disposizione, quali tv, radio e internet.

 

Art. 14.

(Entrata in vigore)

 

1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. 


   

Ringrazio Lorenzo e Samuele. In linea generale semplificherei e chiarirei. Qui di seguito le mie proposte.

ART 1

Aggiungerei un secondo comma:

Una AC può essere indetta su proposta del Parlamento, del Governo o di cittadini singoli o associati in rappresentanza del corpo elettorale. 

In particolare, l'iniziativa dei cittadini si esercita attraverso una proposta, pubblicata su apposita piattaforma digitale Partecipa.gov e sottoposta a sottoscrizione online da parte di almeno 10.000 (???) cittadini appartenenti al corpo elettorale. L'autenticazione delle sottoscrizioni avviene con identificativo SPID,

ART 2

Eliminerei dal comma 1 "moniti e raccomandazioni" limitando l'obiettivo della AC alle proposte di legge. 
Riformulerei il passaggio successivo esplicitidando che:
Le proposte di legge elaborate dalla AC vengono calendarizzate entro x mesi e sottoposte alla discussione ed al voto del Parlamento.

(eliminare l'ipotesi di "referendum popolari").

Sarei orientata a suggerire di evitare il comma 2. Sulla base della procedura costituzionale in occasione di referendum, mi sembra di difficile attuazione l'indizione di una AC preliminare, per ragioni di tempi e di ruoli già previsti (sebbene disattesi). Visto poi che obiettivo di questa pdl è solo porre l'urgenza sulla partecipazione democratica dei cittadini su temi sui quali il decisore rinuncia a decidere, mi sembra una complicazione inutile.

Qualora si ritenesse invece opportuno inserirlo suggerisco una formulazione più lineare tipo:

Puó essere indetta una CA anche in occasione dell'indizione di un referendum abrogativo di legge ordinaria e/o confermativo di legge costituzionale. In tal caso compito della CA è discutere il tema oggetto del quesito e redigere, con l'ausilio di professionisti, un opuscolo informativo rivolto al corpo elettorale con chiara formulazione delle ragioni del si e di quelle del no.

La CA indetta a tale scopo viene istituita almeno x mesi prima dell'avvio della campagna referendaria e terrà le proprie sedute per un max di xx settimane.

ART 4

Sul segretariato, credo che debba essere un organo permamente di garanzia, e non un organismo legato alla singola AC.

In tal caso, compito del segretariato è:
- validare le proposta di AC ed avviare la procedura di indizione

- nominare i componenti esperti della singola AC, anche tra i rappresentanti delle organizzazioni promotrici (se la AC è promossa dai cttadini)

- sovrintentere alle procedure di evidenza pubblica per la selezione degli operatori tecnici (facilitazione, comunicazione)

- garantire il follow-up della AC, ovvero la regolare trasmissione degli atti al Parlamento per relativa calendarizzazione e discussione.

 

ART 7

Lo eliminerei (essendo recepito nell'art 4, come da riformulazione proposta qui su).

Grazie.

 

Quoto Simona rispetto all’inserimento di un secondo comma nell’articolo 1 così come scritto dalla stessa Simona, ma ometterei la frase “in rappresentanza del corpo elettorale” perché potrebbe innestare equivoci evitabili, inoltre mi pare anche superflua.

L’uso dello SPID è fondamentale !

Articolo 2, comma 1: “Il soggetto committente deve esplicitare in via preliminare all’avvio dell’Assemblea le proprie intenzioni circa la presa in carico dei risultati dell’Assemblea e il loro empowerment.”. A mio avviso è meglio prevedere in via generale ed astratta, per tutte le CA, un esito certo; come propone Simona la discussione e votazione della PDL finale, output della CA, entro un certo periodo di tempo da parte del Parlamento. Perciò la seconda parte di questo comma sarebbe inutile.

Articolo 2, comma 2: Io eviterei di allargare le CA al referendum.

Articolo 4: come già spiegato, sono più favorevole alla istituzione di una sorta di Autorità per la Partecipazione che, in posizione di assoluta terzietà, autonomia e garanzia deve governare il processo politico delle Assemblee dei Cittadini. Anche qui quoto Simona per la declinazione che ha dato di questo concetto.

Alcuni commenti sulla pdl pervenuti da Luca Raiteri di Più Democrazia Italia:

 

Non sarebbe meglio che la Pdl fosse più chiaramente distinta in 2 parti?
Una prima parte che chiede l'introduzione e istituzione delle Assemblee dei Cittadini, con descritto l'intero iter. Una seconda parte invece specifica sulla Assemblea dei Cittadini per il Clima?
A diversi di noi infatti la stesura della Legge come è strutturata adesso appare non distinguere sufficentemente, a partire dal titolo che parla del Clima.

 

Art 1.
“anche su richiesta di associazioni e gruppi di cittadini”

Non viene detto come possono fare i cittadini a chiedere un’assemblea. Direi di inserire un comma che specifichi che, se i cittadini raccolgono x firme, Governo o Parlamento devono far partire l’assemblea.

 


Art 2. comma 2
“L’Assemblea può essere chiamata a discutere su una materia o singola questione sottoposta ai referendum previsti dalla Costituzione… elaborare un rapporto finale congiunto che presenti i principali aspetti del quesito referendario ed esponga le ragioni principali per il voto a favore e quelle per il voto contrario”

Praticamente è il famoso “libretto”. Che ne pensate di sostituire il “può essere chiamata” con “deve essere chiamata”, rendendo cioè non facoltative ma obbligatorie le Assemblee dei Cittadini per la formulazione di un libretto informativo che vada poi spedito almeno un mese prima del referendum a tutti gli elettori (modello svizzero)?  
Inoltre l' obbligatorietá, come dice lo stesso il Costituzionalista Michele Ainis nel suo ultimo libro Demofollia, sarebbe auspicabile per la stessa istituzione di tutte le Assemblee dei Cittadini che riguardano leggi elettorali, leggi Costituzionali, leggi per cui i parlamentari sono in conflitto di interessi.
In Svizzera per tutta questa tipologia di leggi è previsto sempre il Referendum Confermativo Obbligatorio: "Nemo iudex in causa propria" dicevano gli antichi romani.

 


Art 12. comma 2
"Ai membri delle Assemblee, ai componenti del Segretariato e agli esperti non spetta alcun compenso né indennità"

Siamo sicuri che non sia il caso di prevedere una piccola indennità?
Stiamo chiedendo di rinunciare a diverse giornate di lavoro (e anche allo stipendio?). Non rischiamo di rendere il campione "meno casuale" e di far partecipare solo chi può permetterselo (chi ha tempo e denaro)?

estratto dal libro Demofollia di Michele Ainis