PUNTI FARO RECOVERY FUND - PROPOSTA PER EUMANS

Cari tutti,

Come vi raccontavo qualche martedì fa, nella due giorni del 21-22 settembre sono stato ospite di un incontro politico convocato da Rinascimento Green, sulla possibilità di mettere d'accordo organizzazioni ecologiste e civiche verso un percorso di obiettivi comuni, soprattutto relativamente a una strategia per l'utilizzo dei fondi del Next Generation EU basata sull'economia verdE, il rinforzo degli strumenti democratici di partecipazione e non solo.

Il risultato di questa due giorni è stato un testo che condivido qui con voi, rispetto al quale si chiede l'adesione di Eumans, con la possibilità di proporre integrazioni e correzioni di qui alla settimana prossima.

Ne discuteremo più approfonditamente nella prossima riunione di martedì, spero con la possibilità di un intervento da parte dei promotori del testo. Intanto liberi tutti di aggiungere la vostra nei commenti :)

 

Chiediamo un rinascimento green 

 

Da anni chiediamo ai governi che si sono succeduti di realizzare una svolta importante verso una società più giusta e sostenibile sia per le persone che per l’ambiente. Spesso le ragioni economiche sono state una scusa per non affrontare il cambiamento necessario, oggi invece, quei soldi ci sono e non esistono scuse per non cogliere questa possibilità unica. Adesso possiamo, ma soprattutto abbiamo il dovere di compiere scelte coraggiose, visionarie e lungimiranti.  Questa è l’unica direzione in cui orientare quella massiccia iniezione di denaro che ci offre l’Europa. Dobbiamo iniziare a curare gli interessi della “next generation”, la prossima e le prossime generazioni, alla fine, saranno loro a pagare gran parte dei debiti economici, sociali e ambientali che abbiamo accumulato fino ad ora.

 

Questi investimenti daranno dei risultati già nel breve periodo producendo nuovi posti di lavoro e creando quindi benessere, tuttavia siamo sicuri che una vera valutazione potrà arrivare solo fra cinque anni, quando capiremo se questi fondi abbiano contribuito a una vera svolta o no. 

Tra cinque anni potremmo vedere prosperare un paese che ha investito in un'eccellente rete di trasporto pubblico, che ha reso il servizio sanitario accessibile a tutti e  in tempi brevi, che sostenuto una nuova generazione di imprenditori agricoli sostenibili... oppure no. L’alternativa potrebbe essere quella di aver investito in progetti senza visione e progettualità, che tamponano il problema ma non lo risolvono e magari avremmo dato un enorme aiuto alle mafie.


 

Considerando l'incredibile possibilità che si apre per il nostro paese e per fare in modo che le risorse vengano destinate esclusivamente a progetti visionari e coraggiosi crediamo sia fondamentale che rispettino questi principi: 

  • abbassamento delle emissioni
  • tutela delle minoranze e del gender balance
  • garanzia di equità sociale e partecipazione
  • creazione di nuovi posti di lavoro dignitosi rispettosi delle persone e dell'ambiente
  • tutela della salute pubblica e del territorio
  • costruzione di resilienza sociale e ambientale

 

In questo contesto, diverse realtà della società civile che rappresentano milioni di Italiani,hanno sentito la necessità di dire la loro sui progetti da finanziare tramite il Recovery Fund. 

Proponiamo cinque progetti faro, cinque principi per l’applicazione del fondo e cinque considerazioni per guidare il lavoro del governo, così che  tra cinque anni potremo avere degli strumenti per valutare il lavoro svolto e guardando indietro potremmo essere veramente soddisfatti dell’impegno e dei risultati ottenuti per l’interesse comune.

 

In virtù di ciò, le organizzazioni sottoscritte chiedono al Governo che i progetti che sottoporrà a Bruxelles per il Recovery Plan diano la priorità a questi che consideriamo progetti faro in un percorso di transizione e giustizia sociale:

 

1-Vogliamo ridurre sensibilmente le nostre emissioni e  spendere meno in energia 

Efficientamento energetico delle abitazioni e del sistema produttivo. Reddito energetico, comunità energetiche

Entro 5 anni:  Consolidamento dello strumento del SUPERBONUS, endendolo energeticamente più ambizioso dal 2022, con potenziamento degli strumenti ad hoc per edilizia popolare. Implementazione di un intervento straordinario per la riqualificazione strutturale ed energetica di almeno il 30% dell'edilizia popolare e degli edifici pubblici. Realizzazione di almeno 1.000 MW di nuove installazioni di impianti Fotovoltaici ad uso collettivo, dedicati alla generazione di energia pulita per la popolazione in stato di fragilità economica

2- Cambiamo il nostro modello produttivo e di consumo

Industria, imprese, agricoltura: conversione nella logica della filiera e dell'economia circolare, abbassamento delle emissioni

Entro 5 anni: 

Prolungare il programma Industria 4.0 con specifico focus su innovazione green, sostenibilità, digitalizzazione. Ristrutturare completamente i 19 miliardi di sussidi ambientalmente dannosi, a beneficio della riconversione delle attività industriali più impattanti al sostegno dell'agro-ecologia, alla realizzazione di una rete capillare di impianti tecnologici innovativi per il recupero e la trasformazione di scarti e rifiuti in materie prime seconde.

Compiere passi concreti e operativi verso l’obiettivo di portare sulle tavole un cibo davvero sano, dicendo stop ai pesticidi, e traguardando il risultato di avere almeno il 40% della superficie agricola in produzione, convertita a biologico.

 

 

3-Muoviamoci più facilmente, di meno, senza inquinare e senza magari possedere una macchina

Elettrificazione della mobilità e incremento del rete ferroviaria

Entro 5 anni: Entro 5 anni: acquisto di 1150 treni Regionali, metro e tram, per eliminare auto in ingresso nelle aree metropolitane. Potenziamento delle ferrovie regionali, in particolare in Sicilia, Calabria, Basilicata e Sardegna per 1500 km di rete.  Adeguamento tecnologico di tutte le linee a binario unico e raddoppio delle tratte sature. Potenziamento del trasporto merci su rotaia fino al 30% del totale della merce movimentata. Realizzazione di almeno 500 km di linee tram, metropolitane, BRT e di 5000 km di percorsi ciclabili nelle città italiane.Aumento ZTL? Tot colonnine per la ricarica ogni tot kilometri

 

4-Vogliamo scuole e università sicure, che non inquinano, e che preparano i giovani alle sfide del futuro 

Investimenti in ricerca, intervento di riqualificazione delle strutture.

Entro 5 anni:  Completamento del monitoraggio della vulnerabilità sismica degli edifici scolastici. Riqualificazione sismica ed energetica di almeno il 50% degli edifici, con rigenerazione delle aree adiacenti ai plessi scolastici, attraverso progetti di rinaturalizzazione e messa a dimora di alberi ed arbusti autoctoni.

 

 

5-Vogliamo vivere in sicurezza,  senza che il territorio sia una minaccia alla nostra salute o alla nostra vita, costruiamo resilienza.

Ristoro dei territori inquinati, a rischio idrogeologico.

Entro 5 anni: Completamento della bonifica e messa in sicurezza di almeno il 25% dei Siti di Interesse Nazionale e Regionale. Realizzazione di infrastrutture verdi con la piantumazione di almeno 50 milioni di alberi su tutto il territorio nazionale. Deimpermeabilizzazione dei suoli in aree urbane con piantumazione di almeno 5 milioni di alberi. 

 

 

Cinque principi per l’applicazione del Recovery Fund 

INSERIRE DA QUALCHE PARTE IL TEMA DELLA INTEGRAZIONE DELLE COMPETENZE DELLA PA

 

Trasparenza

Chiediamo un sistema digitale, accessibile a tutti e funzionale per tracciare in dettaglio le spese,  conoscere chi trae beneficio dai soldi del Recovery Fund, vedere lo stato di avanzamento dei progetti. Riteniamo questo passo essenziale per permettere il monitoraggio pubblico, prevenire la corruzione e le infiltrazioni mafiose nell’assegnazione dei fondi. 

 

Mappare e valutare le proposte in vista di un piano coordinato

Chiediamo che le proposte per finanziamento dal Recovery Fund siano valutate secondo un piano generale con una “regia” sulla finalità olistica dei progetti. Non possiamo perdere l’occasione per pensare in grande e realizzare grandi progetti che ci permetteranno di realizzare un vero green new deal. 

Per permettere una valutazione professionale e valida, chiediamo il potenziamento nella pubblica amministrazione di figure competenti con le capacità necessarie per valutare i progetti e i loro progressi. 

(Se necessario, il governo dovrebbe fare pressione per rallentare il passo per fare sviluppo e progettazione di qualità e di lungo termine)

Investire nella validità dei progetti più che nella quantità. 

 

Monitoraggio civico e coinvolgimento delle persone

Chiediamo il coinvolgimento dei cittadini e di esperti nel monitoraggio delle spese. Suggeriamo di sperimentare progetti di coinvolgimento democratico come le assemblee cittadine con estrazione a sorte, per determinare l’utilizzo dei fondi al livello locale e risolvere  eventuali conflitti che possono spuntare in casi specifici  

 

Favorire l’inclusione

Il Recovery Fund deve rappresentare un momento per creare lavoro dignitoso e rafforzamento delle infrastrutture pubbliche in sostegno di ogni cittadino. Chiediamo di creare quote e tutele particolari (come per esempio corsi di formazione o sostegni come asili nido) per la piena inclusione delle donne, i giovani, le persone di colore o immigrati, i disabili e altri gruppi fino ad ora poco inclusi nella vita pubblica.. I fondi devono garantire l’equità sociale e la partecipazione. 

 

Costruire resilienza - investire con lungimiranza

….

 

Cinque considerazioni trasversali per guidare il lavoro del governo

 

Salute

 

Il lavoro del governo deve seguire un modello di sviluppo che metta al centro, finalmente, la tutela della salute dei cittadini, intesa come bene primario e inderogabile. Nessuna forma di investimento può in alcun modo scambiare il diritto alla salute con il profitto o la ragion di Stato, come è avvenuto in passato. Al contrario bisogna risanare o ridurre condizioni negative già esistenti e, considerato anche quanto emerso in periodo di pandemia, il governo deve potenziare le strutture e le competenze sanitarie pubbliche, attraverso la realizzazione di nuovi ospedali, la stabilizzazione dei precari (anche nel campo della ricerca medica) e il completamento degli organici.

 

Immaginarci come guaritori e guaritrici dell’ambiente

 

Il Recovery Fund deve essere l’occasione per dare vita a uno sviluppo sostenibile, nel quale l’ambiente sia una risorsa da valorizzare, da recuperare (laddove è compromessa) e da tutelare ulteriormente, promuovendo tipologie di produzioni votate a garantire occupazione e sviluppo in un rapporto armonico con l’ambiente e la sua difesa, ma anche realizzando interventi atti a migliorare le condizioni di salute del patrimonio ambientale e paesaggistico italiano. Un tema che non si deve relegare solo al mondo dell’industria o della produzione energetica, ma anche a quello del commercio, del turismo e della trasformazione green delle città e dei centri urbani, con il coinvolgimento attivo dei cittadini.

 

Investire nel Sud – infrastrutture fisiche e digitali

 

L’intervento sul ritardo infrastrutturale del Sud, sia a livello fisico che digitale, è urgente e, già prima dell’emergenza Covid, era oggetto di un piano dettagliato e massiccio (Piano per il Sud), di durata decennale, finalizzato ad eliminare il gap. Nella realizzazione delle infrastrutture però non bisogna cedere alla tentazione di procedere come già avvenuto in passato, dove l’attenzione all’ambiente e alle caratteristiche dei territori, era bassa. Le infrastrutture devono avere un impatto minimo, la loro realizzazione deve avvenire attraverso le tecnologie più moderne e a basso impatto disponibili. 

 

Valorizzazione delle aree interne

Le aree interne coinvolgono 11 milioni di italiani, che vivono quotidianamente in territori marginalizzati, sia sul piano delle infrastrutture che su quello delle opportunità. Valorizzare le aree interne significa ascoltare le vocazioni di quei territori e concretizzarle inserendole dentro un contesto non più marginale e periferico. Sviluppare e favorire sistemi produttivi sostenibili (es: bioagricoltura, ecoturismo, ecc.), creare il collegamento fra le realtà economiche di tali aree e il “centro”, significa creare comunità, in modo virtuoso e non attraverso forme di investimento che stravolgono la fisionomia economica, sociale e ambientale dei luoghi.

 

Equità sociale 

 

Favorire il pieno sviluppo dei cittadini, riducendo le disuguaglianze attraverso meccanismi di equità sociale che garantiscano a tutti uguali punti di partenza e, ai più svantaggiati, sistemi di tutela e meccanismi di riequilibrio che rendano possibile la partecipazione di tutti gli individui presenti nel nostro Paese non solo alla vita economica e produttiva ma anche a quella culturale, politica e sociale.